Cassazione Civile, Sentenza n. 39658/2021 del 13/12/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di intimazione di pagamento, comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, avvisi di accertamento e cartelle per Irpef relative agli anni 2006 e 2007. La ricorrente deduceva, tra gli altri profili, la nullità o l'inefficacia della notificazione degli atti (mancanza di prova dell'avvenuto deposito/avviso di ricevimento), l'omesso esame di un processo verbale della Guardia di Finanza relativo al padre, e la violazione del divieto del ne bis in idem. Inoltre contestava la tempestività e ammissibilità della produzione documentale in appello e la legittimità dell'uso del raddoppio dei termini per accertamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto o dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi, ma ha accolto il quinto motivo relativo alla prova della regolarità delle notificazioni. In particolare la Corte ha cassato la sentenza della C.T.R. nella parte in cui non ha verificato adeguatamente la ritualità delle notifiche degli avvisi di accertamento e della cartella, richiamando i principi delle Sezioni Unite (sent. n.10012/2021) e della giurisprudenza sul requisito dell'avviso di ricevimento o avviso di compiuta giacenza per provare il perfezionamento del procedimento notificatorio. Ha dunque rinviato alla C.T.R. del Lazio in diversa composizione per il riesame della ritualità delle notifiche e per le spese del giudizio di legittimità. Gli altri motivi (tra cui ne bis in idem, omissioni relative ai documenti del padre, e la questione del raddoppio dei termini) sono stati respinti o dichiarati inammissibili.
Norme richiamate
Ai fini della validità della notificazione mediante deposito nella casa comunale (art.140 c.p.c.) è necessaria la prova mediante l'avviso di ricevimento o di compiuta giacenza dell'atto, che integra la relazione di notifica e rende verificabile la conoscibilità dell'atto da parte del destinatario.
Consente la produzione in appello di documenti anche se preesistenti; la Corte ha ritenuto ammissibile la produzione in appello della documentazione relativa alla notificazione qualora ciò sia stato fatto nei termini e modi previsti.
art.23, comma 8-bis, d.l. n.137/2020 conv. con modif. dalla legge n.176/2020
Norma procedurale richiamata per la trattazione in udienza; utilizzata per la gestione del procedimento e per l'ammissione delle conclusioni del P.G.
Sezioni Unite, sent. n.10012/2021 (giurisprudenza)
Stabilisce che, per la notifica tramite servizio postale non perfezionata per mancato ritiro, la prova del perfezionamento può essere data esclusivamente mediante l'avviso di ricevimento della raccomandata che attesti il deposito (c.d. C.A.D.), e non è sufficiente la sola prova di spedizione.
art.43 d.P.R. n.600/1973 e art.57 d.P.R. n.633/1972 (raddoppio dei termini)
Il raddoppio dei termini per l'accertamento, ai fini temporali applicabili, presuppone l'obbligo di denuncia penale ai sensi dell'art.331 c.p.p. per reati previsti dal d.lgs. n.74/2000; secondo la Corte non è richiesta la effettiva presentazione della denuncia, ma l'esistenza dell'obbligo-denuncia.
art.8 legge n.890/1982 (richiamata dalle Sezioni Unite)
Richiamata per orientare il principio che il procedimento postale si prova tramite l'avviso che attesti l'avvenuto deposito, in conformità con le garanzie del diritto di difesa.
art.360 c.p.c. (motivi di cassazione)
Strumento processuale con cui la ricorrente ha dedotto vizi di legge e omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha valutato la fondatezza dei motivi ai fini di cassazione parziale.
Massime di principio
- In caso di notifica tramite servizio postale non comprovata dal ritiro del destinatario, la prova del perfezionamento della notificazione richiede l'avviso di ricevimento/avviso di compiuta giacenza (C.A.D.); la sola spedizione non è sufficiente.
- Per la notificazione mediante deposito nella casa comunale (art.140 c.p.c.) è necessario allegare in giudizio l'avviso di deposito o di compiuta giacenza come parte integrante della relazione di notifica.
- Documenti non prodotti in primo grado possono essere validamente prodotti in appello se ciò avviene nei modi e nei termini previsti dall'art.32 d.lgs. n.546/1992; la produzione in appello è generalmente ammissibile e sanante se la controparte ha avuto effettiva conoscenza dell'atto.
- La doglianza su fatti o questioni introdotte tardivamente in memoria in appello può essere dichiarata inammissibile se amplia il thema decidendum rispetto al ricorso introduttivo; i nuovi profili vanno tempestivamente introdotti e motivati.
- Il raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale previsto dalle norme sui reati tributari presuppone l'obbligo di denuncia penale ai sensi dell'art.331 c.p.p. per i reati indicati, ma non richiede che la denuncia sia effettivamente stata presentata; pertanto il contribuente che ne contesta l'uso deve dimostrare la carenza dei presupposti dell'obbligo di denuncia.
- La Corte di legittimità può cassare e rinviare solo sulle questioni di diritto in cui riscontri errori o incompletezze istruttorie (ad esempio sulla prova della notificazione), demandando al giudice di merito il riesame alla luce dei principi indicati.
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