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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24994/2026 del 03/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile il suo appello e confermato la responsabilità per ricettazione di una bicicletta. In ricorso ha dedotto: 1) violazione di legge processuale, sostenendo l'erroneità della declaratoria di inammissibilità dell'appello; 2) vizio di motivazione sulla condanna, contestando la ricostruzione dei fatti e il diniego della particolare tenuità del fatto. La difesa ha in sostanza cercato di proporre una diversa lettura delle risultanze processuali, anche in punto di individuazione del bene, delle modalità di rinvenimento e del valore della bicicletta, nuova o usata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondata la censura sulla inammissibilità dell'appello, osservando che l'appellante non si era confrontato in modo adeguato con le ragioni della sentenza di primo grado. Ha inoltre ritenuto non consentita la doglianza sulla responsabilità e sul diniego della particolare tenuità del fatto, perché diretta a sollecitare una nuova valutazione del merito, preclusa in cassazione. Confermata quindi la responsabilità già affermata nei gradi di merito, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma incriminatrice contestata a fondamento della responsabilità per ricettazione.

  • art. 131-bis c.p.

    Richiamato implicitamente dal diniego della particolare tenuità del fatto, ritenuto correttamente motivato dal giudice di merito.

  • art. 606 c.p.p.

    Base delle doglianze di legittimità sulla violazione di legge processuale e sul vizio di motivazione.

  • art. 591 c.p.p.

    Norma implicata dalla declaratoria di inammissibilità dell'appello per mancato confronto con le ragioni della decisione di primo grado.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito limitarsi a prospettare una ricostruzione alternativa dei fatti per ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio già scrutinato dai giudici di merito.
  • L'appello è inammissibile quando l'impugnazione non si confronta specificamente con le rationes decidendi della sentenza di primo grado, limitandosi a contestazioni generiche o meramente assertive.
  • Il vizio di motivazione deducibile in cassazione non può risolversi nella richiesta di sostituire alla motivazione della sentenza impugnata un diverso apprezzamento delle prove.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è insindacabile in cassazione quando il giudice di merito abbia fornito una motivazione логicamente coerente e giuridicamente corretta.
  • La Corte di cassazione verifica la tenuta logica e giuridica della decisione, non procede a un autonomo riesame delle risultanze processuali confrontandole con modelli argomentativi alternativi esterni al provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRicettazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonioParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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