Cassazione Penale, Sentenza n. 12934/2022 del 06/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo, in vista di confisca diretta, di denaro di pertinenza della R.V.R. Elettronica S.r.l. e, in via eventuale, dei beni di Biavati fino a concorrenza di euro 246.484,77. I ricorrenti hanno dedotto (1) l'insussistenza del dolo e/o la sussistenza dello stato di necessità in capo a Biavati; (2) per la società R.V.R. la mancata riconducibilità del denaro sequestrato al profitto del reato, dovendosi dimostrare il nesso tra somma e illecito; (3) per Alberani la piena titolarità delle somme sul libretto e l'adeguata documentazione (emolumenti pensionistici cumulati) a giustificare l'origine lecita dei circa 98.000 euro sequestrati. Hanno inoltre proposto motivi nuovi richiamando l'art. 54 c.p. (eventuale giustificazione) e sostenendo la necessità di un nesso anche indiretto per somme accreditate dopo la consumazione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivi principali: molte censure risultavano nuove rispetto alle istanze di riesame e quindi non ammissibili; il tribunale del riesame aveva dato motivazione adeguata e coerente sul punto della sussistenza del dolo (anche implicitamente), ritenendo insussistente la forza maggiore o altro fatto estintivo; per la R.V.R. Elettronica è applicabile l'orientamento delle Sezioni Unite che qualifica come confisca diretta il denaro costituente profitto del reato rinvenuto nel patrimonio dell'autore (anche senza prova dell'origine lecita della specifica somma); per Alberani è stata rilevata la disponibilità delle somme da parte di Biavati (delega operativa non limitata) e l'insufficienza delle produzioni documentali a dimostrare che gli oltre 98.000 euro derivassero esclusivamente dai modesti ratei pensionistici. Conseguenze: inammissibilità dei ricorsi, condanna dei ricorrenti alle spese processuali e pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina il riesame in materia di misure cautelari; richiamata perché il tribunale di Bologna ha deciso in sede di riesame.
Norma che disciplina i presupposti e il contenuto dell'ordinanza di riesame; i ricorrenti hanno censurato la motivazione ai sensi di questa disposizone.
Riferimento normativo alla disciplina del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; la Corte ha richiamato il principio secondo cui la delega ad operare sul conto può dimostrare la disponibilità delle somme.
Richiamato dai ricorrenti come possibile causa di giustificazione (stato di necessità/legittima difesa), ma il motivo è stato considerato nuovo e non accolto.
Norma richiamata per l'onere delle spese processuali a carico dei ricorrenti in caso di inammissibilità.
Sez. U, Sentenza n. 42415 del 27/05/2021 (Rv. 282037 - 01)
Giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la confisca del denaro costituente profitto o prezzo del reato rinvenuto nel patrimonio dell'autore va qualificata come confisca diretta, e non per equivalente, e non è ostativa la prova dell'origine lecita della specifica somma.
Sez. 3 - n. 23046 del 09/07/2020 (Rv. 279821 - 01)
Giurisprudenza che afferma che la delega ad operare rilasciata dal titolare di un conto all'indagato è, se non limitata, idonea a provare la disponibilità dell'indagato delle somme depositate.
Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017 (Rv. 269656 - 01)
Richiamata in tema di limiti del ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro: ammissibile solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali.
Sez. U. n. 25932 del 29/05/2008 (Rv. 239692)
Richiama il principio sulla necessità che la motivazione abbia requisiti minimi di coerenza e completezza per rendere comprensibile l'iter logico del giudice.
Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013 (Rv. 254893)
Ulteriore richiamo giurisprudenziale sul carattere limitato dell'impugnazione in cassazione di ordinanze di sequestro quando la motivazione non sia del tutto assente o meramente apparente.
Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione alla determinazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle Ammende e alla valutazione della colpa nella presentazione del ricorso.
Massime di principio
- In materia di sequestro preventivo di somme di denaro, le Sezioni Unite ammettono la confisca diretta del denaro rinvenuto nel patrimonio dell'autore come profitto del reato, anche se non è provato che la specifica somma abbia origine illecita.
- La disponibilità delle somme può essere desunta da una delega ad operare su conti/libretti bancari non limitata: ciò giustifica il sequestro per equivalente nei confronti dell'indagato.
- In sede cautelare l'assenza dell'elemento soggettivo (dolo) può essere eccepita solo se ciò risulta evidente e manifesto (ictu oculi); deduzioni generiche sullo stato di necessità o sulla non conoscenza dell'omissione sono difficili da accogliere senza prove chiare.
- Le questioni nuove sollevate in cassazione che non siano state proposte o sostenute nel giudizio di merito o nel riesame sono inammissibili; è essenziale introdurre tutte le censure già nelle fasi precedenti.
- La prova dell'origine lecita di somme sequestrate grava significativamente sul resistente/terzo che ne rivendichi la titolarità: produzioni documentali limitate rendono meno probabile l'accoglimento dell'eccezione di provenienza lecita.
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro è consentito solo per violazione di legge o vizi motivazionali talmente gravi da rendere la motivazione incomprensibile; pertanto la Corte di legittimità controlla prevalentemente la correttezza giuridica e la sufficienza della motivazione.
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