Cassazione Penale, Sentenza n. 45300/2023 del 10/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Tomasino ha impugnato in Cassazione la conferma della condanna per il reato di cui all'art.187, comma 8, d.lgs. n.285/1992 (rifiuto di sottoporsi ad accertamenti tossicologici). L'unico motivo di ricorso denunciava violazione di legge e omessa pronuncia in relazione all'art.187, comma 8-bis, d.lgs. n.285/1992: in sede di conclusioni scritte ex art.23, comma 2, d.l. n.149/2020, il difensore aveva espressamente chiesto che, in caso di rigetto dell'appello, la pena detentiva e pecuniaria fosse sostituita con il lavoro di pubblica utilità; la Corte d'appello non avrebbe esaminato né deciso tale istanza, configurando un'omessa pronuncia e violazione di legge.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio secondo cui la richiesta di sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità può essere proposta per la prima volta anche in appello e può essere formulata nelle conclusioni scritte previste dalla normativa emergenziale. Poiché la Corte d'appello non ha esaminato né deciso la richiesta, è stata accertata una violazione di legge e la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Palermo, altra sezione, per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art.187, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285
Comma 8: configura il reato per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti tossicologici. Comma 8-bis: prevede la possibilità di sostituire la pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità, anche mediante decreto penale, se non vi è opposizione dell'imputato; la Corte ha ritenuto che questa sostituzione poteva essere chiesta in appello e doveva essere esaminata.
art.606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Fondamento formale del motivo di cassazione relativo alla violazione di legge e omessa pronuncia dedotta dal ricorrente.
art.23, comma 2, d.l. 9/11/2020, n.149
Normativa emergenziale che consente, tra l'altro, la presentazione di conclusioni scritte; la Corte ha ritenuto ammissibile formulare per la prima volta in appello la richiesta di sostituzione della pena mediante tali conclusioni.
art.54, d.lgs. 28 agosto 2000, n.274
Norma che disciplina il lavoro di pubblica utilità, indicato quale misura sostitutiva della pena detentiva e pecuniaria ai sensi dell'art.187, comma 8-bis.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro); Sez. 4, n. 29638 del 13/06/2016 (Di Gabriele); Sez. 3, n. 24979 del 22/12/2017
Principi richiamati: la Corte di legittimità, quando è dedotto un error in procedendo, è giudice anche del fatto e può esaminare direttamente gli atti; e il precedente secondo cui la richiesta di sostituzione della pena può essere proposta per la prima volta in appello.
Massime di principio
- La richiesta di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con lavoro di pubblica utilità prevista dall'art.187, comma 8-bis, può essere proposta per la prima volta in appello e deve essere esaminata dal giudice di merito.
- Se la difesa formula la richiesta di sostituzione della pena nelle conclusioni scritte previste dalla normativa emergenziale (art.23 d.l. n.149/2020), il giudice d'appello è tenuto a prendere posizione esplicita su tale istanza; l'omessa pronuncia è vizio rilevante ai fini di cassazione.
- Quando si deduce un error in procedendo, la Corte di Cassazione può esaminare anche il fatto attraverso l'accesso agli atti processuali; non tutte le questioni sono relegate al mero sindacato sulla motivazione.
- In casi analoghi il difensore dovrebbe fare esplicita e documentata richiesta di sostituzione della pena e vigilare che la decisione di merito dia conto della richiesta, per evitare il vizio di omessa pronuncia.
- Se il difensore dichiara espressamente di non opporsi alla sostituzione della pena, tale dichiarazione può assumere rilievo ai fini dell'applicazione dell'art.187, comma 8-bis, e deve essere valutata dal giudice.
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