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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45294/2023 del 10/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Lecce che lo aveva ritenuto responsabile per omicidio colposo (per la morte di Thambirasa Thavarasa) in relazione all'affidamento ai dipendenti di un'autovettura con pneumatico gravemente usurato. In cassazione il difensore ha dedotto principalmente: omissione di valutazione delle concause (surriscaldamento, sottogonfiaggio, ossidazione o tagli) indicate dai consulenti tecnici; mancata considerazione del fatto che Tundo era mero affidatario in prova del veicolo e non proprietario; possibile sostituzione dello pneumatico da parte di terzi in momento non imputabile a Tundo; carenza della motivazione sulla individuazione della regola violata e vizio nella determinazione della pena per mancata considerazione dei criteri dell'art. 133 cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, confermando che le sentenze di primo e secondo grado, lette congiuntamente, avevano fornito una ricostruzione coerente e motivata: i giudici di merito hanno dato credito al consulente tecnico del Pubblico Ministero che aveva individuato come causa l'eccessiva usura dello pneumatico (fabbricato nel 1996, con gomma cristallizzata e battistrada distaccato), la mancanza della ruota di scorta e l'assenza di condizioni di sicurezza del mezzo affidato ai dipendenti. La Cassazione ha richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione degli elementi di fatto e ha valutato insufficiente la critica difensiva, priva di specifici e ben circostanziati vizi di motivazione o di diritto. Quanto alla pena, ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla determinazione della pena: la discrezionalità del giudice di merito è stata esercitata con richiamo al grado di colpa e la pena è stata poi ridotta per le attenuanti, per cui non sussiste motivo di censura. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte richiama che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito: è sufficiente che il giudice dia conto dell'impiego dei criteri dell'art. 133 o richiami la gravità del reato/ capacità a delinquere; una motivazione più dettagliata è necessaria solo se la pena è di gran lunga superiore alla misura media.

Massime di principio

  • In Cassazione il sindacato sulla valutazione del merito è molto limitato: non è consentita una riscrittura dei fatti se la motivazione di merito è coerente e non viziosa; il ricorso deve indicare vizi di diritto specifici e contestazioni puntuali della motivazione
  • Quando la Corte d'appello conferma la sentenza di primo grado, entrambe le pronunce possono essere lette congiuntamente come unico corpo motivazionale; non è necessario che il giudice d'appello ripeta analiticamente tutte le valutazioni già svolte in primo grado
  • La responsabilità del datore di lavoro/affidatario che mette a disposizione veicoli ai dipendenti può fondarsi sull'obbligo di garantire l'efficienza e la sicurezza dei mezzi (controlli e manutenzione), con conseguente colpa per carenze manutentive evidenti
  • Per contestare con successo in Cassazione una valutazione peritale è necessario dimostrare un vizio nel percorso logico o una palese contraddizione nella motivazione, non soltanto proporre una diversa interpretazione degli elementi tecnici
  • Sulle cause tecniche dell'incidente (usura, sottogonfiaggio, sovraccarico, ossidazione ecc.) pesa il giudizio tecnico: la parte che contesta la perizia deve fornire elementi tecnici contrari convincenti e rilevanti
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito; per ottenere l'annullamento per eccesso di pena è necessario dimostrare che la motivazione sia del tutto assente o che la pena sia manifestamente sproporzionata rispetto ai parametri normativi
  • In situazioni simili è utile documentare preventivamente gli adempimenti manutentivi (fatture, controlli, sostituzioni) e, in caso di sinistro, fornire consulenze tecniche indipendenti che confutino concretamente le conclusioni della perizia avversa

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