Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17275/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto la concessione della detenzione domiciliare in quanto collaboratore di giustizia, con un lungo percorso collaborativo avviato nel 2019, precedenti anni trascorsi in regime di arresti domiciliari e in libertà senza violazioni, e condotta carceraria corretta dall'aprile 2024. Il tribunale ha riconosciuto l'importanza della collaborazione ma ha negato la misura sostenendo la necessità di un ulteriore periodo di osservazione e la possibile esigenza di esperienze premiali, in considerazione della gravità e del numero dei reati commessi in passato.

La decisione

Il ricorso è stato accolto: la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale carente e manifestamente illogica perché ometteva di valutare il periodo già trascorso dal collaboratore in regime di libertà o arresti domiciliari, elemento utile a comprovare il ravvedimento. È stata quindi censurata la necessità apodittica di ulteriore osservazione e disposta la rinnovazione della valutazione tenendo conto degli elementi di collaborazione, del comportamento tenuto in libertà e degli altri indicatori di rieducazione; in pratica l'ordinanza negativa è stata annullata e rinviata per nuovo esame conforme ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 47-ter Legge 26 luglio 1975 n. 354

    Indica condizioni previste per le misure alternative in generale; la Corte osserva però che, per i collaboratori, non è necessario verificare le stesse condizioni previste da questa norma quando opera l'art.16-nonies, pur restando utile come parametro di valutazione della personalità

  • art. 16-nonies D.L. n. 8 del 1991

    Prevede la possibilità di concedere la detenzione domiciliare ai collaboratori di giustizia in modo sostanzialmente agevolato (possibilità incondizionata), ma impone al giudice di valutare l'opportunità del beneficio in relazione alla personalità del richiedente, all'importanza della collaborazione, al ravvedimento e all'assenza di collegamenti con criminalità organizzata o eversiva

Massime di principio

  • Per i collaboratori di giustizia la detenzione domiciliare è agevolmente concedibile ai sensi dell'art.16-nonies, ma il giudice deve comunque motivare l'opportunità del beneficio tenendo conto della personalità, dell'importanza della collaborazione e dell'eventuale ravvedimento
  • La gravità e il numero di reati commessi in passato non sono, da soli, motivo sufficiente per negare la misura: occorre valutare elementi concreti di ravvedimento (durata e continuità della collaborazione, comportamento in regime di libertà o arresti domiciliari, lavoro/studio, rapporti familiari e con l'autorità giudiziaria)
  • Se il giudice ritiene necessario un ulteriore periodo di osservazione o esperienze premiali, deve motivare perché il periodo già trascorso in libertà o in arresti domiciliari non sia idoneo a dimostrare il ravvedimento; motivazioni apodittiche o omissive sono censurabili in sede di impugnazione
  • Deve essere esaminata anche l'eventuale sussistenza di collegamenti con la criminalità organizzata o eversiva: la loro presenza è causa ostativa, l'assenza deve essere espressamente valutata
  • In caso di omissioni o valutazioni illogiche da parte del Tribunale di Sorveglianza, la Corte può annullare l'ordinanza e disporre il riesame conformemente ai criteri sopra indicati

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.