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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33488/2026 del 14/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (non_determinabile)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al giudizio di responsabilità per il delitto di ricettazione. Con il secondo profilo ha lamentato la mancata riqualificazione del fatto nella contravvenzione di incauto acquisto prevista dall'art. 712 c.p. La Corte ha ritenuto entrambi i motivi non specifici, poiché privi dell'indicazione delle ragioni giuridiche e dei dati fattuali posti a fondamento delle censure e non accompagnati da una concreta confutazione dell'argomentazione della sentenza impugnata. Quest'ultima aveva ritenuto provato il dolo della ricettazione, escludendo logicamente la configurabilità dell'incauto acquisto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità dei motivi. Ha rilevato che la sentenza impugnata aveva accertato il dolo della ricettazione e che il ricorso non aveva concretamente contestato tale motivazione. La distinzione tra ricettazione e incauto acquisto è stata ricondotta all'elemento soggettivo: nella ricettazione l'agente conosce la provenienza delittuosa del bene oppure accetta il rischio concreto di tale provenienza; nell'incauto acquisto ricorre invece una condotta colposa, consistente nella mancata diligenza nell'accertare l'origine del bene. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La ricettazione richiede, sul piano soggettivo, la consapevolezza della provenienza delittuosa della cosa, anche nella forma dell'accettazione del rischio concreto di tale provenienza.

  • art. 712 c.p.

    L'incauto acquisto si caratterizza per una condotta colposa, consistente nella mancata diligenza nel verificare l'origine del bene, e si distingue quindi dalla ricettazione per l'elemento psicologico.

  • art. 606 c.p.p.

    Il ricorso deve formulare censure specifiche, indicando le ragioni di diritto e i dati di fatto posti a fondamento delle richieste e confrontandosi concretamente con la motivazione della decisione impugnata.

  • art. 616 c.p.p.

    La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nel caso esaminato, della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile per aspecificità quando si limita a dedurre violazione di legge o vizio di motivazione senza indicare le concrete ragioni giuridiche e fattuali della censura e senza confutare l'apparato argomentativo della decisione impugnata.
  • La distinzione tra ricettazione e incauto acquisto si fonda sull'elemento soggettivo: la ricettazione richiede la consapevolezza della provenienza delittuosa della cosa, anche nella forma dell'accettazione del rischio concreto di tale provenienza, mentre l'incauto acquisto presuppone una mera condotta colposa per difetto di diligenza nella verifica dell'origine del bene.
  • L'accertamento del dolo della ricettazione esclude logicamente la riqualificazione del fatto nella contravvenzione di incauto acquisto.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiDolo eventuale

Testo integrale

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