Cassazione Penale, Sentenza n. 14515/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva la violazione di legge per essere stato giudicato in sua assenza senza che ricorressero le condizioni previste dall'art. 420-bis c.p.p.: la notifica del decreto di citazione era stata eseguita presso il difensore d'ufficio domiciliatario nominato contestualmente al controllo, ma non vi sono elementi che dimostrino che tale elezione di domicilio abbia comportato la conoscenza effettiva del processo o una volontaria sottrazione alla stessa. Si deduce la nullità assoluta delle sentenze di primo e secondo grado, rilevabile anche per la prima volta in cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Applicando il principio delle Sezioni Unite (Ismail, n. 23948/2019), ha statuito che la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente a presumere la conoscenza del procedimento né la volontaria sottrazione; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi idonei a provare la conoscenza o la volontaria sottrazione. Non essendo emersa tale verifica, la dichiarazione di assenza e le conseguenti sentenze sono state ritenute nulle. La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'appello e quella del Tribunale di Milano e ha disposto la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero per la rinnovazione degli atti nulli prodromici alla citazione in giudizio.
Norme richiamate
La Corte interpreta la norma nel senso che per dichiarare l'assenza valida non è sufficiente la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio; occorre verifica dell'effettiva instaurazione di un rapporto professionale ovvero di elementi che provino la conoscenza o la volontaria sottrazione dell'imputato al procedimento
Norma relativa al reato contestato (fatti valutati in primo e secondo grado); citata per individuare la fattispecie materiale oggetto del processo
artt. 81, 337, 341-bis cod. pen.
Ulteriori articoli del codice penale relativi ai reati contestati (commissione e concorso di reato, resistenza a pubblico ufficiale ecc.), richiamati in motivazione per descrivere il capo B dell'imputazione
Sezioni Unite, sentenza n. 23948
28/11/2019 (Ismail), Rv. 279420
Principio richiamato: la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non può essere considerata di per sé sufficiente a dimostrare la conoscenza del procedimento o una volontaria sottrazione; il giudice deve accertare elementi probatori concreti
Sez. 5, sent. n. 22752
21/01/2021 (Georgieva Ivanka), Rv. 281315
Conferma il principio secondo cui la notifica al difensore d'ufficio, senza prova di un rapporto effettivo e conoscenza, integra nullità assoluta del giudizio in assenza
introduzione art. 162, comma 4-bis c.p.p. (menzionata)
Richiamata nella motivazione per differenziare i casi anteriori e posteriori alla modifica normativa; nella fattispecie la decisione riguarda situazione anteriore all'introduzione di quel comma
Massime di principio
- La sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non prova in modo certo la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato: il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi concreti che attestino la conoscenza o la volontaria sottrazione.
- La notifica della citazione presso il difensore d'ufficio, in assenza di prova della relazione difensore-imputato, può determinare una nullità assoluta del processo in assenza, rilevabile in qualsiasi stato del procedimento (anche in cassazione).
- Per dichiarare l'assenza valida occorrono condotte positive e verificabili dell'imputato finalizzate a sottrarsi alla conoscenza del processo; presunzioni semplici (domicilio eletto o irreperibilità) non sono sufficienti.
- In pratica, per evitare la nullità, l'ufficio che esegue le notifiche e il giudice devono accertare contatti effettivi tra imputato e difensore domiciliatario (mandato scritto, contatti documentati, prove di ricezione) o altri indici certi della conoscenza del procedimento.
- In caso di accertata nullità per notifiche al difensore d'ufficio, l'effetto tipico è l'annullamento delle sentenze e la trasmissione degli atti al P.M. per la rinnovazione degli atti prodromici alla citazione; ciò comporta ripetizione del procedimento garantendo la presenza effettiva dell'imputato.
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