Cassazione Penale, Sentenza n. 25600/2023 del 14/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Quagliata impugnava la conferma, in sede di rinvio, della condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione (capo B) e per riciclaggio (capo G). Contestava in primo luogo che la Corte territoriale avesse ritenuto la bancarotta fondata solo sul mancato versamento dell'IVA correlato alla vendita di un immobile, senza chiarire se l'importo fosse mai entrato nel patrimonio della fallita o se fosse stato effettivamente pagato; deduceva inoltre l'assenza dell'elemento soggettivo e l'erronea valutazione dell'accollo del mutuo come non liberatorio. Quanto al reato di riciclaggio, censurava la genericità della motivazione circa l'origine del denaro e la mancanza di individuazione puntuale dei reati presupposto e della conoscenza da parte dell'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (capo B), ritenendo che il fatto non sussiste perché la Corte d'appello non aveva dato seguito alle indicazioni della sentenza rescindente e non aveva dimostrato un effettivo depauperamento patrimoniale (l'accollo dei mutui era stato estinto e non risultava che l'IVA fosse entrata nel patrimonio della fallita). Quanto al reato di riciclaggio (capo G), la Cassazione ha annullato con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio, rilevando carenze motivazionali: la sentenza non ha specificato le frodi fiscali presunte reati presupposto, né ha dimostrato la conoscenza da parte del Quagliata dell'illecita provenienza delle somme. Le restanti statuizioni della sentenza impugnata sono state parzialmente confermate o non oggetto di cassazione nei limiti del ricorso.
Norme richiamate
Richiamato come principio di concorso tra più persone nella commissione del reato; la Corte valuta la partecipazione materiale e conoscitiva dell'imputato rispetto ai fatti contestati.
art.216 R.D. 267/1942 (Legge fallimentare)
Norma richiamata nel contesto della bancarotta; la Corte ha esaminato la fattispecie di bancarotta fraudolenta per distrazione alla luce degli elementi fattuali e della ricostruzione del patrimonio della fallita.
Aggravante prevista dalla legge fallimentare per circostanze che aggravano il danno alla massa fallimentare; la Corte ha ritenuto che non fosse adeguatamente motivato il riconoscimento di tale aggravante nel caso di specie.
Norme sul trattamento sanzionatorio in materia fallimentare e criteri per la quantificazione del danno; richiamate nei motivi sul calcolo della pena e sull'aggravante.
art.648-bis cod. pen. (riciclaggio)
La Corte ha ritenuto che per configurare il reato di riciclaggio sia necessaria una motivazione puntuale che individui il reato presupposto e gli elementi che dimostrino la conoscenza dell'illecita provenienza del denaro o grave indizio della sua origine delittuosa; la generica asserzione non è sufficiente.
Norma collegata alle misure cautelari patrimoniali e confisca per equivalente; la Corte ha ritenuto assorbita la questione dato l'annullamento parziale degli addebiti in precedenza disposti.
Richiesto per censurare omissioni istruttorie sulla prova del passaggio di denaro; la Corte ha rilevato che mancava prova certa del fatto che l'IVA o il prezzo fossero effettivamente confluiti nel patrimonio della fallita.
Norma sulla determinazione della pena; impugnata la determinazione sanzionatoria e il riconoscimento o la negazione delle circostanze attenuanti/aggravanti.
art.606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Cassazione ha ritenuto fondati i motivi proposti nei limiti esaminati.
Massime di principio
- Per la bancarotta per distrazione è necessario provare un effettivo depauperamento del patrimonio sociale: non basta la mera asserzione del mancato versamento di imposte se non è chiaro se e quando le somme siano entrate o meno nel patrimonio della fallita.
- L'accollo del mutuo da parte della compratrice può essere liberatorio e integra un corrispettivo reale: se l'accollo è stato effettivamente estinto, ciò può escludere la sussistenza di una distrazione, salvo prova contraria della finta operazione.
- Nel reato di riciclaggio è indispensabile indicare con precisione il reato presupposto, il periodo temporale e gli elementi che consentono di ricollegare le somme all'illecita provenienza; motivazioni generiche non sono idonee a sorreggere la condanna.
- La conoscenza della provenienza illecita dell'importo da parte del percettore può essere desunta anche da omesse o non attendibili indicazioni sulla provenienza, ma ciò richiede una motivazione circostanziata e non apodittica.
- Se la Corte d'appello non si conforma alle indicazioni di una precedente sentenza di annullamento della Cassazione, la decisione di merito può essere annullata senza rinvio quando la ricostruzione alternativa non sia fondata sui fatti emersi nel processo.
- Per il riconoscimento di aggravanti (es. art.219 legge fallimentare) occorre motivare il concreto danno di rilevante gravità alla massa fallimentare; la sola affermazione non è sufficiente se il prezzo è stato ritenuto congruo o compensato da altri vantaggi patrimoniali.
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