Cassazione Penale, Sentenza n. 31759/2023 del 20/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Ancona che, a seguito del rinvio dalla Corte di Appello, aveva accolto parzialmente il reclamo riconoscendo un ristoro per trattamenti in violazione dell'art. 3 CEDU. Il motivo di cassazione dedotto è violazione di legge (art. 35-ter l. 354/1975), sostenendo che, essendo condannato all'ergastolo e avendo espressamente richiesto il ristoro solo in forma pecuniaria, il Tribunale non avrebbe dovuto disporre prevalentemente una detrazione di pena ma concedere il risarcimento in denaro come richiesto dall'istante.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto correttamente applicato l'art. 35-ter ord. pen. che privilegia il ristoro in forma specifica (detrazione di pena: 1 giorno ogni 10 giorni di pregiudizio) e prevede il ristoro economico in via subordinata o nei casi in cui la detrazione non sia applicabile. La Corte ha richiamato la giurisprudenza e la pronuncia della Corte costituzionale che confermano la priorità della detrazione anche nei confronti del condannato all'ergastolo, salvo situazioni in cui la detrazione non sia concretamente operabile (es. raggiunto limite per la liberazione condizionale). Nel caso concreto non risultavano elementi che giustificassero la conversione totale in forma pecuniaria, quindi il Tribunale aveva correttamente riconosciuto una detrazione di 120 giorni e un ristoro economico di 64 euro per i restanti 8 giorni. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione di 3.000 euro in favore della Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 35-ter ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354)
Prevede il ristoro per trattamenti in violazione dell'art. 3 CEDU, privilegiando la forma specifica (detrazione di pena: 1 giorno per 10 giorni di pregiudizio) e prevedendo il ristoro economico (8 euro al giorno) in via subordinata o quando la detrazione non sia concretamente operabile.
art. 3 CEDU
Norma sovranazionale che tutela contro trattamenti inumani o degradanti; la violazione di tale diritto può dar luogo ai rimedi risarcitori previsti dall'art. 35-ter ord. pen.
Sentenza Corte Costituzionale n. 204 del 14/06/2016
Ha dichiarato ammissibile la priorità del rimedio in forma specifica e chiarito le circostanze nelle quali il ristoro economico può sostituirla, consentendo la conversione in denaro soprattutto quando la detrazione non è concretamente applicabile (es. raggiunto limite per la liberazione condizionale).
Giurisprudenza Cassazione (Sez. 1, n. 41649 del 03/05/2019, Ficara)
Ha affermato la compatibilità dell'applicazione del ristoro in forma specifica anche nei confronti dei condannati all'ergastolo, rilevando che la detrazione può incidere sulla determinazione della pena effettivamente scontata e sui benefici futuri.
art. 606, lett. b) cod. proc. pen.
Base normativa del motivo di ricorso (violazione di legge).
Norma che autorizza la condanna alle spese e ad eventuali somme a favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il rimedio previsto dall'art. 35-ter ord. pen. privilegia la riduzione di pena (1 giorno ogni 10 giorni di pregiudizio) e il ristoro economico (8 euro/giorno) è in via subordinata: il giudice applicherà prima la detrazione salvo che questa non sia concretamente operabile.
- Anche il condannato all'ergastolo può chiedere e ottenere il ristoro in forma specifica; il fatto che la forma specifica sia di difficile utilità pratica non esclude il suo riconoscimento giudiziale.
- La richiesta espressa della parte per il solo ristoro pecuniario non vincola il giudice quando ricorrano le condizioni per applicare la detrazione di pena; il preferimento legislativo dev'essere rispettato salvo prova che renda la detrazione impossibile o inidonea.
- Per ottenere la conversione completa in denaro il ricorrente deve fornire elementi probatori che dimostrino l'impossibilità o l'inefficacia della detrazione (es. aver già maturato i requisiti temporali per la liberazione condizionale), altrimenti il giudice manterrà la priorità della detrazione.
- Nei calcoli del ristoro il giudice deve quantificare i giorni di detenzione in condizioni non conformi e applicare la proporzione prevista; ogni residuo non convertibile in giorni può essere liquidato in forma economica secondo i parametri normativi.
- Presentare ricorso infondato può comportare la condanna alle spese e sanzioni a favore della Cassa delle Ammende; è quindi consigliabile valutare attentamente la possibilità pratica di ottenere la conversione in denaro prima di proporre impugnazioni.
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