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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42517/2024 del 20/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la misura degli arresti domiciliari in relazione ai reati ascritti negli artt. 110, 318 e 321 c.p.; Croce, quale soggetto attuatore del Commissario di governo della Regione Sicilia contro il dissesto idrogeologico, è indagato per aver ricevuto indebitamente denaro o utilità dal titolare di fatto del Consorzio aggiudicatario. Il ricorrente deduceva vizi di motivazione nella scelta della misura cautelare (arresti domiciliari anziché misura interdittiva meno afflittiva) e contestava la mancanza di elementi concreti e attuali a fondamento della prognosi di pericolo di reiterazione: rilevava la sospensione dall'incarico, l'assenza di competizioni elettorali imminenti, l'assenza di elementi concreti circa nuovi incarichi o la possibilità di agire da privato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato che il Tribunale ha motivato la necessità e l'attualità delle esigenze cautelari con congetture (possibile revoca della sospensione, attribuzione di nuovi incarichi, partecipazione a future competizioni elettorali, possibile agire come privato) senza indicare elementi fattuali concreti che rendano prossima l'occasione di reiterazione. Richiamando il principio secondo cui l'art. 274, lett. c), c.p.p., richiede pericolo non solo concreto ma anche attuale, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Messina, ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p., per un nuovo giudizio sulla attualità delle esigenze cautelari e sulla scelta della misura. La Corte ha comunque rilevato la gravità degli addebiti, ma ha sottolineato la carenza argomentativa rispetto alla prognosi di pericolosità.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. c), cod. proc. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che il pericolo che l'imputato commetta altri delitti deve essere non solo concreto ma anche attuale: non basta la mera probabilità che, se se ne presenti l'occasione, l'imputato torni a delinquere; occorre prevedere che si presenti effettivamente un'occasione prossima per commettere ulteriori delitti.

  • art. 309, comma 7, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza al nuovo giudizio in cui il Tribunale di Messina deve rivalutare la sussistenza e l'attualità delle esigenze cautelari e la misura da adottare.

  • artt. 110, 318 e 321, cod. pen.

    Norme penali richiamate nell'imputazione provvisoria; nella decisione la Corte non entra nel merito della colpevolezza ma prende atto della gravità degli addebiti come elemento da valutare unitamente ad elementi fattuali concreti nella prognosi cautelare.

  • legge 16 aprile 2015, n. 47 (modifica art. 274 c.p.p.)

    Richiamata come fonte della modifica normativa che ha innalzato il requisito della prognosi di pericolosità, imponendo che il pericolo sia anche attuale e prossimo, e non basato su mere ipotesi.

  • Precedenti giurisprudenziali citati (Sez. 5, n. 70/2018 Pedato; Sez. 6, n. 11728/2023 Catalfamo; Sez. 3, n. 34154/2018 Ruggerini)

    Giurisprudenza della Corte di Cassazione richiamata a supporto del principio secondo cui la valutazione della pericolosità deve essere ancorata a elementi fattuali concreti e all'attualità dell'occasione di reiterazione.

Massime di principio

  • Per disporre misure cautelari per pericolo di reiterazione è necessario dimostrare non solo una probabilità teorica ma l'esistenza di una occasione prossima e attuale per commettere altri delitti.
  • La sospensione dall'incarico pubblico è un elemento che può ridurre significativamente le occasioni di reiterazione e deve essere valutato concretamente dal giudice nelle scelte cautelari.
  • Non sono sufficienti motivazioni basate su generiche reti di conoscenze, precedenti incarichi o possibili future nomine: occorrono fatti attuali che rendano probabile un'imminente opportunità di delinquere.
  • Se la motivazione del giudice delle misure si fonda su congetture o ipotesi generiche, la Cassazione annullerà e rinvierà per un nuovo esame; il rinvio richiederà un'argomentazione più puntuale e fattuale.
  • Nel bilanciamento tra gravità degli addebiti e libertà personale prevale il requisito dell'attualità del pericolo: in mancanza di questo requisito, possono rendersi applicabili misure meno afflittive.
  • In casi analoghi il difensore dovrebbe evidenziare elementi oggettivi che dimostrino l'assenza di occasioni attuali di reiterazione (es. provvedimenti di sospensione, assenza di ruoli pubblici o di contatti operativi con potenziali interessati).

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