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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14387/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria che aveva annullato la custodia cautelare in carcere disposta nei confronti di Tripodi per il reato di partecipazione ad un'associazione mafiosa (cosca Crea). Il Procuratore denunciava vizio di motivazione e violazione di legge per presunta valutazione "atomistica" degli elementi indiziari, sostenendo che i contatti dell'indagato con esponenti del clan (in particolare Rocco Versace e la disponibilità verso Teodoro Crea) e la sua estrema cautela negli spostamenti dimostrassero un concreto contributo all'attività del sodalizio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile per carenza di specificità. Ha ritenuto che il ricorso non abbia indicato in termini specifici quale fosse il concreto contributo fornito da Tripodi alla vita del sodalizio e non abbia correlato adeguatamente i propri rilievi alle argomentazioni del giudice di merito. Elementi quali vicinanza ad affiliati, cautela nei movimenti e conversazioni sospette sono stati considerati indicativi di sospetto ma non sufficienti a dimostrare una "messa a disposizione" stabile e determinante per l'associazione. Conseguentemente l'ordinanza che aveva annullato la custodia cautelare resta confermata.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve essere specifico: occorre indicare esattamente quale motivo di diritto o quale errore logico/giuridico si contesta e correlare le deduzioni del ricorrente alle esplicitazioni del giudice di merito.
  • Per giustificare la misura cautelare per associazione mafiosa non basta dimostrare mera vicinanza a soggetti apicali, conversazioni sospette o comportamento prudente: è necessario provare, con elementi concreti e specifici, il contributo operativo o la "messa a disposizione" dell'indagato per il perseguimento degli scopi criminosi dell'organizzazione.
  • La valutazione indiziaria deve essere letta nel suo insieme e motivata concretamente dal giudice; il rimprovero di "valutazione atomistica" richiede che il ricorrente mostri in che modo la decisione abbia omesso o frainteso elementi decisivi, non solo che non concordi con la valutazione svolta.
  • Nel procedimento cautelare, le esigenze di sinteticità della motivazione del giudice richiedono comunque che il decisione evidenzi le ragioni che escludono la partecipazione: il contrasto tra indizi e loro insufficienza probatoria deve essere spiegato in termini concreti.
  • La Procura, per ottenere riforma in Cassazione, deve portare argomenti tali da mostrare un errore di diritto o di logicità della motivazione e non limitarsi a valorizzazioni alternative degli stessi elementi di fatto.

Testo integrale

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