Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14071/2024 del 08/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal difensore dell'imputato che contestava: 1) carenza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione con riferimento a una circostanza fattuale (velocità del motociclista) ritenuta interruttiva del nesso causale; 2) errore nell'apprezzamento della prevedibilità della condotta illecita altrui e nella ricostruzione del limite di prevedibilità (richiamando artt. 41 cod. pen., norme del codice della strada e del relativo regolamento); 3) omessa o insufficiente motivazione in ordine alla riduzione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente), con asimmetria rispetto alla motivazione sulla pena principale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e aspecificità dei motivi (riproduzione di censure già esaminate e disattese in appello). Ha confermato implicitamente la valutazione di merito che aveva ritenuto Di Brino responsabile del reato di omicidio stradale nei confronti di Piccioli Giacomo, con riconoscimento dell'attenuante speciale di cui all'art. 589-bis, comma 7, cod. pen., e con la sospensione condizionale della pena e la non menzione; la Corte d'appello aveva inoltre ridotto la durata della sospensione della patente a 1 anno e 6 mesi (da 2 anni). La cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen.

    La norma è stata interpretata come causa di attenuazione speciale riconosciuta per il rilevante concorso di colpa della vittima; ha inciso sulla determinazione della pena principale (riduzione).

  • art. 41 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla prevedibilità della condotta altrui e al nesso causale: la Corte ha ritenuto che la condotta del motociclista, anche se imprudente, non fosse una causa sopravvenuta esclusiva e che l'imputato era tenuto a prevenire l'evento secondo il principio dell'affidamento.

  • art. 222 cod. strada

    Norma che prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente: la Corte ha applicato la sospensione come sanzione accessoria rideterminandone la durata in considerazione del concorso di colpa della vittima.

  • art. 218, comma 2 cod. strada

    Richiamato per affermare che la determinazione della durata della sospensione della patente segue i parametri del codice della strada (art.218), non i criteri di cui all'art.133 cod. proc. pen.; quindi autonomia motivazionale tra pena penale e sanzione amministrativa accessoria.

  • art. 133 cod. proc. pen.

    Richiamato solo per distinguere i criteri di quantificazione della pena (penale) da quelli applicabili alla sanzione amministrativa accessoria; la Corte ha escluso che il mancato 'conteggio' per la sanzione accessoria costituisca vizio.

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in riferimento ai principi di decisione "in dubio pro reo" e al controllo della sufficienza della motivazione; la Corte di cassazione ha ritenuto infondate le censure e non viziata la motivazione di merito.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Menziionato dal ricorrente in tema di valutazione della prova; la Suprema Corte ha ritenuto che le doglianze proponessero una rivalutazione di merito non consentita in sede di legittimità.

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato per l'inammissibilità dei motivi non specifici: la Corte ha applicato il criterio per escludere ricorsi che non confutino significativamente la motivazione impugnata.

  • Codice della strada e Regolamento di attuazione

    D.M. 30 aprile 1992, n. 285; art. 345 Regolamento

    Citate nell'impugnazione sul 'limite della prevedibilità': la Corte ha ritenuto tali questioni di merito e già correttamente valutate dai giudici di merito, senza errore di diritto della motivazione impugnata.

Massime di principio

  • La valutazione della dinamica e delle responsabilità in un sinistro stradale è tipicamente questione di merito riservata ai giudici di merito; la Cassazione non riesamina i fatti se la decisione di merito è motivata in modo coerente.
  • Il principio dell'affidamento ("affidamento nella normale condotta altrui") può legittimare l'addebito di responsabilità al conducente che non ha evitato l'evento quando l'evento poteva essere prevenuto con un'adeguata condotta e non vi erano ostacoli alla percezione del pericolo.
  • Il concorso di colpa della vittima può costituire causa di attenuazione (art. 589-bis, comma 7) ma non necessariamente esonera l'altro conducente dalla responsabilità se la sua condotta è stata idonea a prevenire l'evento.
  • Le critiche che si riducono a una diversa lettura delle risultanze probatorie senza evidenziare un vizio giuridico specifico sono di norma inammissibili in Cassazione.
  • La determinazione della sanzione amministrativa accessoria (es. durata sospensione patente) segue i criteri del codice della strada (art. 218) ed è autonoma rispetto alla motivazione e al calcolo della pena penale.
  • Quando si contesta la prevedibilità della condotta altrui, è necessario argomentare specificamente in che modo la decisione di merito abbia travisato la norma applicabile o i criteri di causalità, non limitandosi a prospettare alternative valutazioni dei fatti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.