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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11711/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione articolata in due motivi: 1) erronea applicazione dell'art. 650 c.p. e manifesta illogicità della motivazione: si deduce che l'inosservanza riguarda un'ordinanza sindacale emessa in attuazione di norme specifiche (legge quadro in materia di inquinamento acustico) e quindi la fattispecie non sarebbe penalmente rilevante, dovendo trovare applicazione la sanzione amministrativa (richiamando anche l'art. 7-bis d.lgs. 267/2000); si contesta altresì la natura di provvedimento "contingibile e urgente" dell'ordinanza, rilevando l'adozione a distanza di giorni dagli accertamenti fonometrici e la limitata portata del disagio (interessa un unico nucleo familiare). 2) mancata motivazione in relazione alla non applicazione dell'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto), mentre era stata espressamente richiesta dalla difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato e assorbente: ha ricostruito la giurisprudenza secondo cui l'art. 650 c.p. si applica solo agli ordini individuali, contingibili e urgenti non preveduti da normativa specifica. L'ordinanza sindacale n. 8/19.07.2024 era adottata ai sensi dell'art. 9 della legge n. 447/1995 (tutela dall'inquinamento acustico) e la sua violazione è sanzionata specificamente dall'art. 10 della stessa legge (sanzione amministrativa da 2.000 a 20.000 euro, come modificato). Di conseguenza la condotta non integra il reato previsto dall'art. 650 c.p. e la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il fatto non è previsto come reato. La questione sulla mancata motivazione in relazione all'art. 131-bis è divenuta irrilevante alla luce dell'accertamento di non configurabilità del reato.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    «deve intendersi ogni atto con il quale l'autorità impone a una o più persone determinate una particolare condotta, omissiva o commissiva, ispirata da una contingenza presente e transeunte. Pertanto, poiché l'art. 650 cod. pen. contiene una norma esclusivamente sanzionatoria della inosservanza dei provvedimenti individuali esso non è applicabile alla inosservanza di leggi, regolamenti o ordinanza dell'autorità concernenti la generalità dei cittadini»

    La norma ha natura sanzionatoria residuale: si applica ai provvedimenti individuali e contingibili/urgenti non previsti da altra specifica disciplina sanzionatoria; non è destinata a coprire inosservanze di ordinanze emesse nell'ambito di una disciplina legislativa che prevede sanzioni amministrative.

  • art. 9 legge 26 ottobre 1995, n. 447 (legge quadro sull'inquinamento acustico)

    può «ordinare il ricorso temporaneo a speciali forme di contenimento o di abbattimento delle emissioni sonore, inclusa l'inibitoria parziale o totale di determinate attività»

    Attribuisce al sindaco poteri di intervento temporaneo e restrittivo per motivi eccezionali e urgenti di tutela della salute pubblica/ambiente; tali ordinanze si collocano nell'ambito della disciplina specifica sull'inquinamento acustico.

  • art. 10 legge 26 ottobre 1995, n. 447 (come modificato dall'art. 13, comma 1, lett. a) della legge 17 febbraio 2017, n. 42)

    «[f]atto salvo quanto previsto dall'articolo 650 del codice penale, chiunque non ottempera al provvedimento legittimamente adottato dall'autorità competente ai sensi dell'articolo 9, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.000 euro a 20.000 euro»

    Prevede una sanzione amministrativa specifica per l'inosservanza dei provvedimenti adottati ai sensi dell'art. 9; nella fattispecie la presenza di tale disciplina sanzionatoria esclude in concreto l'applicazione penale dell'art. 650 per la stessa condotta.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma che contempla l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; nel caso concreto la Corte non ha ritenuto necessario valutare la sua applicabilità, avendo dichiarato che il fatto non è previsto come reato.

  • art. 7-bis d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267

    Riferimento normativo richiamato dal ricorrente per sostenere che l'inosservanza di ordinanze comunali, se riferite all'attuazione di norme o regolamenti, è disciplinata e sanzionata in ambito amministrativo; è stato utilizzato in ricorso per argomentare l'inapplicabilità dell'art. 650.

Massime di principio

  • L'art. 650 c.p. è residuale: non può essere applicato quando la norma violata (o il provvedimento sindacale) trova una disciplina sanzionatoria specifica nell'ordinamento (es. leggi sulla tutela ambientale o sull'inquinamento acustico).
  • Se l'ordinanza sindacale è adottata in attuazione di una legge o di un regolamento che prevede sanzioni amministrative, la contestazione della violazione deve seguire il profilo amministrativo e non penale; l'opportunità è di eccepire la natura non penale della condotta.
  • Perché ricorra l'art. 650 occorre che il provvedimento abbia carattere individuale, contingibile e urgente e non rientri in una disciplina normativa già collegata a sanzioni amministrative.
  • Nelle impugnazioni penali è comunque opportuno chiedere espressamente la valutazione dell'art. 131-bis quando ricorrano i presupposti (modesto disvalore, non abitualità, esiguità della lesione), ma se il fatto non è configurabile come reato tale questione diventa irrilevante.
  • In casi simili conviene esaminare il testo normativo che legittima l'ordinanza (es. art. 9 L.447/1995) e verificare se esista una sanzione amministrativa specifica; se sì, prospettare l'inapplicabilità dell'art. 650 e chiedere l'annullamento senza rinvio per insussistenza del reato.

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