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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11596/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del rigetto dell'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio (29/11/2023, notificato 14/11/2024) riguardante il dipinto "Mari et femme" (1969) attribuito a Karel Appel, nell'ambito di indagini nei confronti di Lanza Michelangelo per il reato di cui all'art. 518‑quaterdecies c.p. Il ricorrente denunciava: (1) omessa o insufficiente motivazione del decreto in relazione alla descrizione della condotta ascritta alla persona indagata e alla mancanza di coordinate spazio‑temporali; (2) violazione degli artt. 253 c.p.p. e 125, comma 3, c.p.p. per carenza di motivazione circa i presupposti del sequestro probatorio (fumus commissi delicti, pertinenzialità dell'oggetto e finalità probatoria).

La decisione

La Corte Suprema di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il decreto di sequestro poteva considerarsi adeguatamente motivato valutando il provvedimento nel suo complesso: nel decreto erano indicati l'articolo di reato contestato (art. 518‑quaterdecies c.p.), la data e il luogo del fatto (Firenze, 17/11/2023), la descrizione del bene sequestrato (dipinto olio su tela, cm. 86x69, "Mari et femme", 1969, a firma Karel Appel) e la finalità probatoria (esecuzione di accertamenti tecnici). Pertanto l'obbligo di motivazione è stato ritenuto assolto e la censura difensiva infondata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 518‑quaterdecies cod. pen.

    Norma indicata quale fattispecie di reato oggetto delle indagini; la Corte valuta che per il sequestro probatorio sia necessaria l'astratta configurabilità del reato rispetto agli elementi rappresentati nel provvedimento.

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai presupposti e alle modalità del sequestro probatorio; la Corte ne interpreta l'esigenza di motivazione del provvedimento indicando che il requisito è verificabile alla luce dell'intero decreto.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato con riguardo al contenuto motivazionale degli atti giudiziari; la Corte considera che la motivazione richiesta può essere ritenuta soddisfatta quando, nel complesso del provvedimento, emergono elementi fattuali che giustificano il fumus, la pertinenza dell'oggetto e la finalità probatoria.

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve essere motivato, ma la verifica della motivazione si compie sul contenuto dell'intero provvedimento: non è sempre necessaria una lunga descrizione separata se dal provvedimento complessivo emergono chiaramente i fatti, l'oggetto sequestrato e la finalità probatoria.
  • La motivazione deve documentare l'astratta configurabilità del reato rispetto agli elementi forniti: non è richiesto un giudizio di merito sulla fondatezza dell'accusa, tuttavia non basta una mera enunciazione dell'articolo di legge; servono congrui elementi fattuali che colleghino il bene al reato e giustifichino la necessità di acquisire il bene per prove tecniche.
  • Per resistere efficacemente a un sequestro probatorio, la difesa dovrebbe puntare sull'effettiva assenza nel decreto di elementi fattuali concreti (coordinate spazio‑temporali, descrizione del fatto, nesso di pertinenzialità e finalità probatoria specifica), e non solo sulla mancanza di citazione normativa.
  • Chi dispone un sequestro (PM o giudice) dovrebbe descrivere chiaramente: a) il fatto ipotizzato e i suoi elementi essenziali; b) l'oggetto sequestrato con identificazione precisa; c) il nesso di pertinenzialità tra oggetto e reato; d) la finalità probatoria (es. accertamenti tecnici non altrimenti esperibili), così da ridurre il rischio di annullamento per carenza motivazionale.
  • In sede di riesame e impugnazione il giudice valuta la congruità degli elementi rappresentati alla luce dello stato del procedimento: pronunce favorevoli al sequestro sono possibili quando emergono elementi sufficienti a giustificare l'ulteriore attività probatoria senza spazi per un sindacato sul merito.

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