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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34241/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il pubblico ministero impugnava l'ordinanza che aveva annullato il sequestro preventivo della somma di denaro rinvenuta in casa dell'indagato, deducendo violazione e errata applicazione della legge penale e processuale. In particolare si censurava la presunta mancata indicazione, nell'imputazione, del titolo di reato presupposto della ricettazione e la carenza o apparente insufficienza della motivazione in ordine alla sproporzione patrimoniale e alla esclusione di una provenienza illecita delle somme.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso del pubblico ministero non prospettasse una vera e propria violazione di legge (mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente) ma si risolvesse in contestazioni di illogicità o travisamento del fatto che sono invece valutabili in sede di merito o mediante il motivo specifico previsto dall'art. 606 lett. e). Inoltre la Corte ha sottolineato che il tribunale del riesame aveva adeguatamente considerato le giustificazioni fornite dall'indagato sulla provenienza del denaro e che le argomentazioni della pubblica accusa si fondavano su congetture non decisive per legalmente sostenere il sequestro finalizzato alla confisca 'allargata'.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    disciplina del riesame dei provvedimenti cautelari reali

    Indica la competenza del tribunale in funzione di giudice del riesame per i provvedimenti cautelari reali; usata come base per l'ordinanza impugnata

  • art. 648 cod. pen.

    Norma incriminatrice richiamata nella contestazione; la Corte osserva che per fondare un sequestro deve emergere un concreto collegamento con la fattispecie produttiva del bene

  • art. 321 cod. proc. pen.

    sequestro preventivo disposto dal GIP

    Norma procedurale che consente il sequestro preventivo disposto dal GIP, richiamata nella ricostruzione del procedimento

  • art. 240 bis cod. pen.

    richiamato nel contesto del sequestro e della confisca

    Richiesto come riferimento sistematico rispetto alle norme sulla confisca e sui presupposti di misure reali

  • art. 3 bis cod. pen.

    principio della riserva di codice

    Richiamato per spiegare l'inquadramento codicistico delle disposizioni penali rilevanti

  • art. 325, comma 1 cod. proc. pen.

    ricorso per cassazione per violazione di legge

    Stabilisce che in Cassazione il ricorso è ammesso solo per violazione di legge; la Corte sottolinea che non rientrano qui le censure di mera illogicità o contraddittorietà

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    motivi di ricorso in cassazione

    Norme che definiscono i motivi ammessi in cassazione; la Corte osserva che il ricorrente ha invocato inosservanza ed errata applicazione della legge penale/ processuale, ma in realtà ha sollevato questioni di merito e logica

  • art. 125 cod. proc. pen.

    relazione con i motivi di cassazione

    Richiamata in relazione ai profili di inosservanza ed errata applicazione della legge processuale

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    disciplina dei requisiti di sintesi ai fini dell'impugnazione

    Uso formale: la Corte ha sintetizzato i motivi ai fini dell'istruttoria come previsto dalle disposizioni applicabili

  • art. 581, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    requisito di specificità del ricorso

    La Corte invoca la necessità di specificità: i motivi generici che si limitano a censurare la logica della motivazione sono inammissibili

  • art. 708 cod. pen.

    possesso ingiustificato di valori (richiamato storicamente)

    La Corte richiama la storia normativa per avvertire il rischio di trasformare reati derivati in fattispecie di sospetto generico di possesso ingiustificato; sottolinea l'esigenza di non pendere verso punibilità basata solo sul possesso

Massime di principio

  • In Cassazione il ricorso per 'violazione di legge' richiede una mancanza assoluta di motivazione o una motivazione meramente apparente: contestazioni di illogicità o contraddittorietà sono, di norma, inammissibili se non sviluppate con il motivo specifico previsto dall'art. 606 lett. e).
  • Quando si impugna un provvedimento di sequestro preventivo di denaro contante, è necessario dimostrare un collegamento concreto e sufficientemente circostanziato con il reato produttore; mere congetture o argomentazioni probabilistiche non bastano a fondare il sequestro finalizzato alla confisca ampliata.
  • Il giudice del merito deve valutare anche le giustificazioni offerte dall'indagato sulla provenienza del denaro; se tali giustificazioni non sono manifestamente irrilevanti o contraddette da elementi forti, la misura reale può essere revocata o non confermata.
  • In fase cautelare e delle indagini preliminari la contestazione puo' essere ancora fluida, ma ciò non esime la pubblica accusa dall'indicare elementi di fatto che colleghino il possesso alla fonte delittuosa: l'assenza di indicazioni anche generiche sulla 'origine' ostacola l'uso della prova logica per giustificare il sequestro.
  • Per impugnare con successo in Cassazione decisioni che riguardano questioni valutative (es. apprezzamento della prova, logica della motivazione) è necessario formulare motivi specifici e autosufficienti, allegando e indicando chiaramente gli atti rilevanti; le censure generiche sulla logicità sono facilmente dichiarate inammissibili.
  • Occorre evitare di trasformare il controllo sulle misure reali in un'automatica punibilità del possesso: la giurisprudenza richiede cautela per non ricadere in una sostanziale punibilità del possesso non giustificato senza adeguata radice criminosa dimostrata.

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