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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46085/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p., deducendo il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e censurando l'entità della pena. Il ricorrente ha censurato la Corte territoriale per non aver valutato gli elementi prodotti in sede difensiva (in particolare il comportamento extraprocessuale consistente nella corresponsione di una somma di denaro accettata dalla persona offesa) e per non avere motivato adeguatamente la discostanza dalla pena minima edittale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al mancato esame delle circostanze attenuanti generiche, rilevando l'omessa valutazione del comportamento extraprocessuale costituito dall'offerta/erogazione di denaro accettata dalla parte offesa, e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Palermo per nuovo giudizio su questo punto. Le doglianze sulla quantificazione della pena sono state ritenute inammissibili per genericità; la richiesta di sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 20-bis c.p. è stata dichiarata manifestamente infondata perche' la valutazione di tale misura è discrezionale e richiede accertamenti di meritevolezza e assenza di cause ostative che non possono essere compiuti in sede di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di motivazione sui motivi di impugnazione e richiede che la Corte valuti e dia conto delle circostanze dedotte; la mancata valutazione del comportamento extraprocessuale ha determinato l'annullamento parziale.

  • art. 20-bis, cod. pen.

    Prevede la possibilita' di sostituire la pena detentiva con lavoro di pubblica utilita'; l'applicazione e' discrezionale e subordinata alla verifica di meritevolezza e all'assenza di cause ostative, valutazioni non sindacabili in sede di cassazione senza istruttoria.

  • art. 58 legge n. 689/1981

    art. 58 legge n. 689/1981

    Indica criteri di meritevolezza richiesti per l'applicazione di sanzioni sostitutive come il lavoro di pubblica utilita'.

  • art. 59 legge n. 689/1981

    art. 59 legge n. 689/1981

    Prevede le cause ostative che possono escludere l'applicazione di sanzioni sostitutive; la loro accertamento e' necessario e non puo' essere effettuato in sede di sola cassazione.

Massime di principio

  • Il giudice d'appello deve esaminare e motivare espressamente le circostanze attenuanti generiche quando la difesa rileva elementi probativi, incluso il comportamento extraprocessuale del reo (es. pagamento/riparazione del danno).
  • La mancata valutazione di argomentazioni difensive rilevanti (anche se risultano dagli atti o dalle conclusioni scritte) può determinare l'annullamento della decisione e il rinvio ad altra sezione per nuovo esame.
  • I motivi di cassazione relativi alla quantificazione della pena devono essere specifici e argomentati; l'annotazione generica sulla "eccessivita'" della pena e' inammissibile.
  • La sostituzione della pena detentiva con misure alternative di tipo riparativo o lavoro di pubblica utilita' e' rimessa alla discrezionalita' del giudice e richiede la verifica di meriti soggettivi e dell'assenza di cause ostative, elementi che non possono essere acquisiti in sede di cassazione senza adeguata istruttoria.
  • In caso di rinvio, la rivalutazione sulle attenuanti deve tener conto sia del comportamento processuale che di quello extraprocessuale e motivare puntualmente l'incidenza di tali elementi sulla dosimetria della pena.

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