Cassazione Penale, Sentenza n. 29717/2022 del 26/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Messina del 15/10/2021 che aveva annullato il provvedimento del GIP di sequestro preventivo per equivalente di euro 899.215,35 ritenuto profitto del reato di truffa aggravata e dell'illecito amministrativo ex art. 24 d.lgs. 231/2001. La Procura censura la decisione per violazione di legge (artt. 309, comma 9 e 324 c.p.p.), sostenendo che il GIP aveva correttamente motivato il fumus commissi delicti sulla base della consulenza tecnica e delle intercettazioni che avrebbero dimostrato un meccanismo truffaldino e i rapporti collusivi con la dirigente ASP, e che il periculum in mora non richiedeva specifica motivazione secondo l'orientamento prevalente allora vigente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto come manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse depositato un articolato e coerente apparato argomentativo che giustificava l'annullamento del sequestro per carenza di autonoma motivazione sia in punto di fumus commissi delicti (valutazione cumulativa e mancata analisi dei singoli elementi tecnici e della natura dolosa) sia in punto di periculum in mora. La Corte ha inoltre precisato che le censure del Pubblico Ministero, nella sostanza, miravano a una riconsiderazione di merito della prova e delle valutazioni compiute dal riesame, tipologia di doglianza non sindacabile in sede di legittimità. Infine la Corte ha richiamato il principio secondo cui, anche nei sequestri finalizzati alla confisca obbligatoria, grava sul giudice l'onere di motivare sinteticamente le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo, e ha condiviso la valutazione del riesame sulla mancanza di tale motivazione nel provvedimento del GIP.
Norme richiamate
La norma è richiamata come fonte dell'illecito amministrativo contestato alla struttura (responsabilità amministrativa degli enti), oggetto della valutazione del fumus in relazione ai rimborsi contestati.
Norma che disciplina il sequestro preventivo; richiamata in relazione alla correttezza formale e sostanziale del provvedimento impugnato e ai limiti del riesame.
art. 309, comma 9 cod. proc. pen.
Richiamato dalla parte pubblica nella censura: concerne i poteri del PM e del giudice nelle indagini, ma nella decisione non è stata ravvisata una violazione di legge derivante dall'applicazione di tale disposizione.
art. 606, lett. b) e c) cod. proc. pen.
Criteri di ammissibilità del ricorso in Cassazione contro ordinanze di merito (violazione di legge per errores in iudicando o in procedendo); la Corte ricorda che tali rimedi sono limitati e non consentono rinnovata valutazione di merito.
Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021
Principio secondo cui anche nei sequestri finalizzati alla confisca obbligatoria il giudice deve motivare sinteticamente le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo (periculum in mora); richiamato per valutare l'insufficiente motivazione del GIP.
Sez. U. n. 5876 del 13/02/2004 (Ferazzi)
Sez. U. n. 5876 del 13/02/2004
Giurisprudenza richiamata in tema di requisito motivazionale minimo di atti cautelari: il difetto di motivazione integra violazione di legge solo se mancano i minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.
Sez. U. n. 25080 del 28/05/2003 (Pellegrino)
Sez. U. n. 25080 del 28/05/2003
Ulteriore conferma del principio sulla sufficienza minima della motivazione per evitare la nullità del provvedimento.
Sez. 5, n. 643 del 06/12/2017 (Pohl)
Sez. 5, n. 643 del 06/12/2017
Richiamata in tema di limiti del potere del riesame di integrare motivazioni carenti o mancanti del primo giudice: il riesame non può supplire alla completa assenza di autonoma valutazione.
Sez. 1, n. 5787 del 21/10/2015 (Calandrino)
Sez. 1, n. 5787 del 21/10/2015
Citate come supporto della regola secondo cui il Tribunale del Riesame non può rimediare a una motivazione totalmente assente o meramente apparente del primo provvedimento.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge: non è sede per rinnovare la valutazione di merito sugli elementi di fatto o sulle valutazioni probatorie compiute dal giudice di merito.
- La carenza di autonoma e minima motivazione del provvedimento che dispone misure cautelari (fumus commissi delicti e periculum in mora) può integrare una violazione di legge quando l'apparato argomentativo risulti privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
- Anche nei sequestri preventivi finalizzati alla confisca obbligatoria il giudice è tenuto a motivare sinteticamente le ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo (periculum in mora), alla luce dell'orientamento espresso dalle Sezioni Unite (Ellade).
- Il Tribunale del Riesame non può 'integrare' o supplire ad una motivazione totalmente assente o meramente apparente del primo giudice; se manca un'autonoma valutazione degli elementi indiziari e delle esigenze cautelari, il riesame deve annullare e non correggere il vizio.
- L'uso cumulativo di elementi (es. intercettazioni effettuate nei confronti di terzi, consulenze tecniche generiche) per estendere la portata accusatoria a soggetti non direttamente intercettati richiede una specifica motivazione che colleghi quegli elementi al singolo indagato; altrimenti la motivazione può risultare insufficiente.
- Nei casi che implicano questioni tecniche o scientifiche complesse (es. classificazione diagnostica e codici), il giudice deve offrire una valutazione analitica delle prove tecniche e della natura dolosa delle condotte contestate, non limitandosi a descrizioni generiche delle incongruenze.
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