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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29702/2022 del 26/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che aveva qualificato il suo acquisto di un Apple iPhone6 come reato di ricettazione (art. 648 c.p.) anziché come acquisto di cose di sospetta provenienza, contestando in particolare la sussistenza dell'elemento psicologico del dolo (invece della semplice colpa), la valutazione probatoria della Corte d'appello, il mancato riconoscimento dell'attenuante della particolare tenuità del fatto (art. 648, secondo comma) e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena (artt. 163 e 164 c.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la qualificazione del fatto come ricettazione anche nella forma del dolo eventuale, valutando legittimamente gli elementi fattuali (vendita in luogo non commerciale, cellulare nuovo e di recente immissione sul mercato venduto a prezzo molto inferiore, inserimento di una SIM intestata a terzo). Ha inoltre confermato che la provenienza delittuosa del bene era acquisita in relazione al reato di sostituzione di persona contestato al venditore; ha escluso l'attenuante della particolare tenuità perché il valore del bene non era particolarmente esiguo (prezzo pagato C 380, valore di mercato oltre C 760) e ha dichiarato inammissibile il motivo relativo alla sospensione condizionale della pena perché il beneficio non era stato richiesto in sede d'appello.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sulla ricettazione. La Corte ha interpretato che il reato è integrabile anche con dolo eventuale quando l'acquirente accetta consapevolmente il rischio della provenienza illecita; ha altresì richiamato il secondo comma (attenuante della particolare tenuità) e precisato che il valore esiguo del bene è requisito necessario e comunque valutabile insieme ad altri elementi dell'art. 133 c.p.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; invocata dal ricorrente per denunciare errore di diritto nella qualificazione e applicazione della norma penale. La Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati.

  • art. 712 cod. pen.

    Norma citata nel ricorso (come parametro di riferimento per la distinzione tra reati), ma la Corte non ha ritenuto fondata la lamentela relativa alla sua applicazione errata nel caso concreto.

  • art. 133 cod. pen.

    Principi per la determinazione della pena e per la valutazione delle circostanze: la Corte ha richiamato la necessità di considerare tutti gli elementi oggettivi e soggettivi (compresa la capacità a delinquere) nella valutazione dell'attenuante della tenuità.

  • art. 163 cod. pen.

    Norma sulla sospensione condizionale della pena. La Corte ha osservato che la mancata concessione della sospensione in appello non può essere dedotta in cassazione se il beneficio non è stato chiesto in appello.

  • art. 164 cod. pen.

    Norma collegata ai benefici penitenziari citata dal ricorrente; la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'applicazione di tali benefici in appello è discrezionale e, se non sollecitata dalla parte, la mancata decisione non è impugnabile in cassazione.

  • art. 597, comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare la deroga e la discrezionalità del giudice d'appello circa l'applicazione d'ufficio dei benefici: la Corte ha seguito l'orientamento delle Sezioni Unite, escludendo che la non decisione possa costituire vizio deducibile in cassazione se la parte non ha richiesto il beneficio in appello.

  • art. 616, comma 1 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento di cassazione.

  • artt. 494, 640, 81 cpv cod. pen.

    Norme riferite al reato presupposto contestato al venditore (sostituzione di persona, truffa e concorso di persone): la Corte ha ritenuto acquisita la provenienza delittuosa del bene in quanto riconducibile al delitto di sostituzione di persona commesso dal Platania.

Massime di principio

  • La ricettazione può essere integrata anche dal dolo eventuale: quando, per logica ed esperienza, le circostanze dell'acquisto rendono ragionevole il dubbio sulla provenienza illecita e l'acquirente acquista comunque, si configura l'accettazione del rischio.
  • Elementi quali vendita in luogo non commerciale, bene nuovo di recente immissione sul mercato venduto a prezzo molto inferiore al mercato e inserimento di una SIM intestata a terzi sono indicatori significativi ai fini dell'elemento soggettivo della ricettazione.
  • Per il riconoscimento dell'attenuante della particolare tenuità nella ricettazione il valore esiguo del bene è condizione necessaria: se il valore non è particolarmente lieve l'attenuante va esclusa a priori.
  • La valutazione motivata del giudice di merito, fondata sulle regole della logica e dell'esperienza, è difficilmente rivedibile in cassazione quando presenti argomentazioni coerenti e ancorate ai fatti processuali.
  • La mancata richiesta in appello di benefici come la sospensione condizionale della pena impedisce di sollevare tale censura in cassazione: il giudice d'appello dispone discrezionalmente dell'ufficiosità ma la parte deve comunque sollecitare il beneficio.

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