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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22408/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva rideterminato la pena, deducendo un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'aumento di pena applicato per l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. sul reato di cui al capo 2), sostenendo che il giudice non avesse indicato il singolo aumento irrogato per l'aggravante. Con memoria sopravvenuta ha insistito sulle doglianze. La Corte ha inoltre esaminato la censura relativa all'omessa riduzione della pena detentiva per il reato-satellite di cui al capo 4), ritenendola manifestamente infondata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza sull'aggravante ex art. 416-bis.1 c.p. perché, quando la pena irrogata è prossima al minimo edittale, è sufficiente una motivazione sintetica sulla congruità della pena, mediante richiamo ai criteri dell'art. 133 c.p., senza necessità di una puntuale indicazione del singolo aumento per aggravante. Ha inoltre ritenuto infondata la censura sulla continuazione, osservando che la Corte d'appello aveva ridotto l'aumento per il reato-satellite diminuendo la multa da 500 a 200 euro e che non era tenuta a una corrispondente riduzione della pena detentiva. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1 c.p.

    L'aggravante è richiamata ai fini dell'aumento di pena; la Corte ritiene non necessaria una motivazione analitica sul singolo aumento quando la pena finale è prossima al minimo edittale e comunque congruamente giustificata.

  • art. 629 c.p.

    Richiamato come parametro della cornice edittale del reato-base, utile a valutare la congruità della pena irrogata.

  • art. 133 c.p.

    I criteri di commisurazione della pena possono essere soddisfatti con espressioni sintetiche come "pena congrua" o "pena equa" se la pena è contenuta entro un range non lontano dal minimo edittale.

  • art. 81 c.p.

    Richiamato implicitamente tramite il tema della continuazione e del reato-satellite; la Corte afferma che la riduzione dell'aumento in continuazione può riguardare la pena pecuniaria senza obbligo di corrispondente riduzione della pena detentiva.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Quando la pena irrogata si colloca in prossimità del minimo edittale, il giudice può motivare la commisurazione in forma sintetica, purché emerga l'utilizzo dei criteri di cui all'art. 133 c.p.; non è necessaria una dettagliata articolazione di ogni singolo aumento.
  • Una motivazione specifica e analitica sulla quantità di pena diventa necessaria solo se la pena si discosta in misura apprezzabile dal parametro medio della cornice edittale.
  • In tema di continuazione, la rideterminazione dell'aumento per il reato-satellite può incidere anche sulla sola pena pecuniaria senza che ciò imponga automaticamente una corrispondente modifica della pena detentiva, se il giudice di merito ha comunque rielaborato l'aumento complessivo.
  • Le censure manifestamente infondate o non idonee a scalfire la ratio decidendi conducono alla declaratoria di inammissibilità del ricorso con le conseguenti statuizioni economiche previste dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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