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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22394/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito sulla responsabilità per ricettazione è rimasta ferma, mentre è stata confermata la correttezza della motivazione sia sull'elemento soggettivo del reato sia sulla determinazione della pena.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di ricettazione, deducendo: 1) violazione di legge e difetto di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità ex art. 648 c.p., sostenendo che la prova del dolo non sarebbe stata correttamente desunta; 2) eccessività del trattamento sanzionatorio, contestando la misura della pena irrogata e la sua determinazione. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati: quanto al primo, ha richiamato il principio secondo cui l'elemento soggettivo della ricettazione può essere provato anche indirettamente, mediante l'omessa o non attendibile indicazione della provenienza del bene e attraverso l'accertamento delle modalità di acquisizione della res; quanto al secondo, ha osservato che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché motivata in riferimento agli artt. 132 e 133 c.p., come avvenuto nel caso di specie.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La ricettazione può essere provata anche attraverso elementi indiretti; l'elemento soggettivo può desumersi dall'omessa o non attendibile indicazione della provenienza del bene e dall'analisi delle modalità di acquisizione della cosa.

  • art. 132 c.p.

    La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, nei limiti dei criteri legali di commisurazione.

  • art. 133 c.p.

    La pena base e gli aumenti o diminuzioni per circostanze sono legittimi se il giudice esplicita il riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti.

Massime di principio

  • Ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, la prova del dolo può essere desunta anche da elementi indiziari, inclusa l'omessa o non credibile spiegazione della provenienza del bene ricevuto, senza che ciò integri una violazione dei principi sull'onere della prova.
  • Nella ricettazione, la verifica della consapevolezza della provenienza illecita della res impone di considerare le concrete modalità di acquisizione del bene, che costituiscono un dato logicamente rilevante per l'accertamento dell'elemento soggettivo.
  • La valutazione della pena base e degli aumenti o diminuzioni per circostanze attenuanti o aggravanti appartiene alla discrezionalità del giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione congrua e coerente con i criteri di cui agli artt. 132 e 133 c.p.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le doglianze si risolvono nella mera riproposizione di censure di merito già disattese con motivazione logicamente coerente e giuridicamente corretta.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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