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Sentenza

Sentenza n. 96/2026 - Trento, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600072

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TRGA Trento, Sez. UnicaSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego di accesso allo studio di fattibilità e al relativo preventivo inviati da Terna Rete Italia S.p.a. a Trentino Sviluppo S.p.a.

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente accesso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego opposto da Trentino Sviluppo S.p.a. a un'istanza di accesso documentale presentata alla Provincia Autonoma di Trento e successivamente trasmessa alla società. Ha chiesto l'annullamento del diniego, l'accertamento del diritto di accesso e l'ordine di esibizione e rilascio di copia integrale della documentazione, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Sono stati dedotti, da un lato, la violazione degli artt. 22 e seguenti della l. 241/1990, del d.P.R. 184/2006, della l.p. 23/1992 e dei principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento; dall'altro, l'eccesso di potere per motivazione mancante o insufficiente e per difetto di istruttoria, in relazione alle medesime discipline e al regolamento provinciale richiamato nel ricorso.

La decisione

Il Tribunale non ha esaminato nel merito i motivi contro il diniego. Ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la documentazione richiesta era stata depositata in giudizio da Terna Rete Italia S.p.a. e che tale produzione aveva consentito integralmente l'accesso richiesto. La piena e comprovata soddisfazione della pretesa, attestata dal difensore del ricorrente e condivisa dalle parti costituite, integra il presupposto della cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., distinta dall'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, che presuppone invece il venir meno dell'utilità di una decisione di merito. Le spese sono state compensate tra tutte le parti in ragione dell'accordo separato intervenuto tra loro.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è pronunciata quando, nel corso del giudizio, la pretesa del ricorrente risulta pienamente soddisfatta; si tratta di una pronuncia di merito.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    L'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è una pronuncia di rito e presuppone che sia venuta meno l'utilità di una decisione di accoglimento.

  • art. 116, comma 4, c.p.a.

    Richiamato quale base della domanda di esibizione e rilascio della documentazione nell'ambito del giudizio sull'accesso.

  • artt. 22 e ss. l. 241/1990

    Richiamati quali disciplina generale dell'accesso documentale.

  • artt. 32 e 32-bis l.p. 23/1992

    Richiamati dal ricorrente quali disposizioni provinciali in materia di accesso.

  • artt. 2, 6 e ss. d.P.R. 184/2006

    Richiamati dal ricorrente quali disposizioni regolamentari statali sull'accesso documentale.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. presuppone la piena e comprovata soddisfazione della pretesa sostanziale azionata dal ricorrente nel corso del giudizio, anche quando essa derivi dalla produzione della documentazione richiesta.
  • La produzione in giudizio dell'intera documentazione oggetto di un'istanza di accesso, quando sia riconosciuta come integralmente satisfattiva dal richiedente, determina la cessazione della materia del contendere e non la mera improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • L'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando l'eventuale decisione favorevole non arrecherebbe più utilità al ricorrente; la cessazione della materia del contendere ricorre invece quando la pretesa sia stata concretamente soddisfatta.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleDecisione e riti specialiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicità

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