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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20215/2024 del 22/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art.625-bis c.p.p. per presunto "errore percettivo" nell'esame dei motivi di ricorso in sede di legittimità. Il ricorrente contestava l'omessa valutazione di una prova ritenuta decisiva (conversazioni telefoniche che non sarebbero attribuibili a lui) e la mancata considerazione di una memoria difensiva che, secondo la difesa, avrebbe dovuto condurre a un esito favorevole analogo a quello ottenuto dall'imputato Mannarino. L'oggetto della controversia è la domanda di liquidazione dell'indennità per errore giudiziario, negata in ragione della presunta colpa grave attribuita sulla base delle indagini e dei precedenti.

La decisione

Il Supremo Collegio ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non si sia trattato di un errore percettivo ma di errori di valutazione/travisamento della prova o di giudizio, che non sono rimediabili con il ricorso straordinario ex art.625-bis. La Corte ha osservato che i motivi erano stati comunque esaminati dal giudice di legittimità e che le doglianze attengono alla motivazione e alla valutazione discrezionale della colpa, ambito delle impugnazioni ordinarie. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art.625-bis cod. proc. pen.

    Il rimedio straordinario è limitato agli errori di fatto riconducibili a un difetto percettivo o materiale; non copre errori di valutazione o di giudizio e non è utilizzabile per contestare il travisamento della prova.

  • art.616 c.p.p.

    Norma richiamata per la condanna alle spese e per l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso, se non ravvisabile colpa grave del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • art.416-bis cod. pen.

    Norma penale relativa al reato associativo che costituiva l'imputazione originaria; menzionata a indicare la natura del fatto per il quale il ricorrente era stato assolto in revisione e richiedeva l'indennizzo.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/6/2000 n.186

    Richiamata in relazione alla valutazione dell'eventuale colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto che non sussistono elementi per attribuire colpa tale da aggravare le sanzioni oltre quelle ordinarie.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art.625-bis cod. proc. pen. è ammesso solo per errori di fatto di natura percettiva o materiale (es. svista, errore grafico) e non per semplici errori di valutazione o di diritto.
  • Il travisamento della prova o la diversa valutazione delle prove sono questioni da sollevare con i rimedi ordinari di impugnazione (appello e ricorso per cassazione), non con il ricorso straordinario.
  • La mera omissione di considerare una memoria o argomentazione non trasforma automaticamente una valutazione errata in un "errore percettivo": occorre dimostrare che vi sia stata una concreta svista percettiva e non un diverso apprezzamento discrezionale.
  • Quando il giudice di legittimità ha esaminato le doglianze, anche sommariamente, è difficile far valere l'esistenza di un errore percettivo; la contestazione deve dimostrare che l'atto ha effettivamente ignorato fatti elementari o prodotti documentali in modo macroscopico.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta normalmente la condanna alle spese e può comportare il versamento ad hoc alla Cassa delle Ammende, salvo l'accertamento di colpa grave del ricorrente.

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