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Cassazione Penale, Ordinanza n. 41262/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Firenze che lo aveva condannato per una sottrazione con violenza. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione lamentando la mancata riqualificazione del fatto da rapina in tentato furto con strappo, sostenendo che la violenza sarebbe stata rivolta solo alla cosa e non alla persona. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, assumendo che la Corte territoriale avesse trascurato elementi favorevoli alla sua posizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo in parte non consentito e in parte manifestamente infondato: il vizio di motivazione non è deducibile per questioni di diritto e, nel merito, la Corte di appello aveva correttamente ravvisato gli elementi della rapina, poiché l'agente aveva esercitato violenza non solo sulla borsetta, ma anche sulla persona offesa, spinta a terra. Ha ritenuto manifestamente infondato anche il secondo motivo, perché il diniego delle attenuanti generiche era stato giustificato dall'assenza di elementi positivi e dalla presenza di gravi precedenti penali. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.

    i vizi di motivazione ... non sono mai denunciabili con riferimento alle questioni di diritto

    Il vizio di motivazione non può essere usato per contestare questioni di diritto; se la doglianza investe la qualificazione giuridica del fatto, occorre dedurre violazione di legge.

  • art. 628, comma 1, c.p.

    Il delitto di rapina è configurabile quando la violenza è esercitata per vincere la resistenza della persona offesa e non solo in via indiretta sulla cosa sottratta.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche può essere motivato dall'assenza di elementi positivi e dalla presenza di precedenti penali specifici e gravi.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione il vizio di motivazione non è una censura utilizzabile per contestare la correttezza giuridica della qualificazione del fatto; quando si censura l'inquadramento normativo, il parametro corretto è la violazione di legge.
  • La distinzione tra rapina e furto con strappo dipende dal rapporto tra violenza e persona: se la violenza è diretta a vincere la resistenza della vittima, la fattispecie è rapina; se la violenza è rivolta immediatamente alla cosa e solo indirettamente alla persona, può configurarsi il furto con strappo.
  • Il riconoscimento delle attenuanti generiche non richiede necessariamente elementi positivi in favore dell'imputato; il giudice può legittimamente negarle valorizzando l'assenza di circostanze favorevoli e i precedenti penali dell'interessato.
  • In presenza di ricorso inammissibile, la Corte applica le conseguenze economiche previste dal codice di rito, compreso il pagamento della somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRapinaFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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