Cassazione Penale, Sentenza n. 38700/2023 del 22/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione della legge penale per non avere la Corte territoriale tenuto conto che, avendo qualificato la condotta come furto (in luogo della rapina inizialmente contestata), sarebbe venuto meno il requisito di legittimazione alla querela della persona offesa: il monopattino era di proprietà di un soggetto diverso dal possessore che lo aveva noleggiato, e quindi la querela proposta dal possessore sarebbe stata illegittima. Il ricorrente ha inoltre richiamato l'effetto della sentenza n. 120/2023 della Corte costituzionale sulla illegittimità della pena irrogata per il delitto di estorsione, sostenendo la necessità di annullamento della sentenza anche per tale motivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il possessore (anche privo di titolo giuridico o formatosi clandestinamente) sia persona offesa e legittimato a proporre querela rispetto al reato di furto, richiamando la giurisprudenza (Sez. U. n. 40354/2013). Il motivo è stato qualificato come meramente esplorativo e quindi inammissibile. Quanto al reato di estorsione, la condanna non era stata impugnata e pertanto è irrevocabile per effetto della cosa giudicata; l'eventuale effetto della sentenza della Consulta n. 120/2023 sulla sanzione è rimesso al giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 30, quarto comma, della legge n. 87/1953. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata per l'indicazione del motivo di ricorso a ministero del difensore; usata per inquadrare la censura svolta dall'imputato.
art. 606, comma 1, lett. b, cod. proc. pen.
Dispositivo che individua i motivi di cassazione per violazione di legge (violazione e falsa applicazione della legge penale), richiamato come titolo della censura.
art. 606, comma 3; art. 581; art. 591, cod. proc. pen.
Norme richiamate per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza e per le regole procedurali sull'inammissibilità.
Sez. U. n. 40354 del 19/7/2013 (Rv. 255975)
La querela proposta dal possessore del bene oggetto di furto è legittima anche se il possessore non è titolare del diritto reale
Giurisprudenza unificante secondo cui il bene protetto dal furto è anche il possesso di fatto; quindi il possessore, anche senza titolo, è persona offesa e può proporre querela.
Corte cost. n. 120 del 2023
Decisione che ha inciso sulla dimensione sanzionatoria del delitto di estorsione (incidendo su eventuali regimi mitiganti e tenuità dell'offesa). La Corte di cassazione osserva però che l'effetto pratico sul giudicato penale è rimesso al giudice dell'esecuzione.
Sez. U. n. 6903 del 25/3/2016 (ric. Aiello, Rv. 268966)
Principio per cui la sentenza, rispetto ai capi non impugnati, passa in cosa giudicata e non può essere rimessa in discussione in sede di impugnazione parziale.
art. 2 cod. pen., quarto comma
Riferimento alla disciplina applicabile in tema di pena: la Corte indica che la disciplina applicabile alla fattispecie è quella vigente e richiamata dal codice penale.
art. 30, quarto comma, legge n. 87/1953
Norma sulla funzione della Corte costituzionale i cui effetti applicativi relativi alle decisioni della Consulta in materia di sanzioni penali sono rimessi, di norma, al giudice dell'esecuzione per gli effetti pratici sul trattamento della pena.
Sez. U. n. 42858 del 29/05/2014 (p.m. in proc. Gatto, Rv. 260697 - 01)
Giurisprudenza che conferma che l'applicazione delle decisioni della Corte costituzionale in relazione alle sanzioni penali è questione propria del giudice dell'esecuzione.
Massime di principio
- Il possessore di fatto di un bene sottratto (anche se privo di titolo giuridico o con possesso formato clandestinamente) è persona offesa dal reato di furto e ha legittimazione a proporre querela; quindi la querela del possessore non è automaticamente illegittima per il solo fatto che il proprietario sia diverso.
- La requalificazione del fatto contestato (es. da rapina a furto) non necessariamente vizià la legittimazione della querela se il soggetto offeso rientra nella nozione di "persona offesa" ai sensi della giurisprudenza consolidata.
- Se un capo di imputazione (es. estorsione) non è stato impugnato, la condanna relativa diventa irrevocabile per effetto della cosa giudicata; eventuali effetti successivi di una decisione della Corte costituzionale sulla illegittimità della pena devono essere fatti valere davanti al giudice dell'esecuzione.
- Un motivo di ricorso meramente esplorativo o che richiede accertamenti di fatto non svolti in grado di merito è inammissibile per manifesta infondatezza.
- Le sentenze di inammissibilità possono comportare condanne alle spese e al pagamento di somme in favore della Cassa delle ammende; è importante valutare la fondatezza del ricorso prima di proporlo.
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