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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03670/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, nonché per bancarotta impropria da operazioni dolose. Deduceva, con i primi due motivi, vizi di motivazione sulla ritenuta responsabilità: in particolare contestava la ricostruzione della distrazione di liquidità e la configurabilità della bancarotta impropria, sostenendo che la disponibilità o indisponibilità materiale di risorse finanziarie non consentisse di addebitargli i fatti. Con il terzo motivo censurava il diniego delle attenuanti generiche, prospettando anche su tale punto un vizio motivazionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto generiche e manifestamente infondate le censure sulla responsabilità per la bancarotta fraudolenta patrimoniale e per la bancarotta impropria da operazioni dolose, perché non si confrontavano con la motivazione della sentenza di appello e tendevano a una rivalutazione del merito. Ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo sulle attenuanti generiche, risolvendosi in mere contestazioni di fatto. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 216 l. fall.

    Richiamato implicitamente per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; la Corte conferma la tenuta della motivazione di merito sulla distrazione di liquidità e sull'attendibilità del dato di bilancio.

  • art. 223 l. fall.

    Richiamato implicitamente per la bancarotta impropria da operazioni dolose; la Corte ribadisce che la responsabilità può derivare dal consapevole prolungamento artificiale della vita della società in stato di insolvenza, con aggravamento del dissesto.

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato implicitamente in relazione al diniego delle attenuanti generiche; la doglianza è stata ritenuta una mera censura di fatto non idonea a superare l'ampia motivazione dei giudici di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato nel dispositivo per la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi che si limitano a riproporre doglianze già dedotte in appello senza confrontarsi specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Le censure che contestano la ricostruzione del fatto o la valutazione delle prove sono inammissibili quando si risolvono in una richiesta di rivalutazione del merito, estranea al giudizio di cassazione.
  • Ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale, può rilevare la distrazione di liquidità anche quando il dato risulti da documentazione contabile ritenuta attendibile dal giudice di merito; è irrilevante stabilire se il denaro sia stato direttamente incamerato dall'imputato o da altri, ove vi sia comunque il suo contributo alla sottrazione.
  • La bancarotta impropria da operazioni dolose può essere integrata dal consapevole mantenimento artificiale in vita della società in stato d'insolvenza, quando tale condotta consenta la protrazione e l'aggravamento del dissesto.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è censurabile in cassazione solo se la motivazione risulti assente, apparente o manifestamente illogica; non è sufficiente proporre una diversa lettura del materiale fattuale.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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