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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28645/2022 del 03/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia nasce da rapporti patrimoniali tra una società immobiliare e una persona fisica legati da rapporto sentimentale e comproprietari di un immobile. La società aveva chiesto la condanna della controparte a rimborsare le spese sostenute per finiture e migliorie dell’immobile, a rifondere il costo di arredi acquistati per l’immobile e a corrispondere un’indennità di occupazione dal 2012. In appello, la domanda relativa agli arredi è stata respinta sul presupposto che l’acquisto fosse espressione di liberalità e quindi non ripetibile. Con il ricorso per cassazione la società ha dedotto: 1) omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che mancasse l’accertamento dell’animus donandi riferibile alla persona fisica rimasta estranea al giudizio; 2) violazione dell’art. 809 c.c., perché non sarebbe configurabile una donazione indiretta, mancando un depauperamento della persona fisica e non risultando intestate le fatture alla destinataria; in subordine, la consegna degli arredi costituirebbe donazione diretta non valida per difetto della forma scritta richiesta per le donazioni non di modico valore ex art. 782 c.c.; 3) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per asserita mancata prova della relazione sentimentale ritenuta dalla Corte d’appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo di ricorso, assorbendo gli altri. Ha affermato che la Corte territoriale aveva qualificato come donazione indiretta un acquisto di arredi effettuato formalmente dalla società, ma destinato all’immobile abitato dalla controparte, valorizzando la relazione sentimentale con il socio/amministratore della società rimasto estraneo al processo. Secondo la Cassazione, la donazione indiretta ricorre quando vi sia acquisto compiuto con denaro fornito da un terzo per spirito di liberalità; nel caso concreto, invece, la fattispecie accertata non coincideva con tale schema, essendo stata ravvisata una liberalità nella mera intestazione formale degli acquisti alla società e nella destinazione degli arredi. Per questo la sentenza di appello è stata cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d’appello di Venezia in diversa composizione, che dovrà provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c. n. 5

    Invocato come vizio di legittimità per omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti.

  • art. 360 c.p.c. n. 3

    Invocato per dedurre la violazione o falsa applicazione di norme sostanziali e processuali.

  • art. 809 c.c.

    Richiamato in tema di donazioni indirette; la Corte precisa che la fattispecie presuppone un acquisto compiuto con denaro fornito da un terzo per spirito di liberalità.

  • art. 782 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere che, ove la vicenda fosse qualificata come donazione diretta non di modico valore, sarebbe richiesta la forma dell’atto pubblico.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    Richiamati per contestare l’apprezzamento delle prove relativo alla relazione sentimentale tra le parti.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Indicato come base procedurale per la trattazione camerale del ricorso.

Massime di principio

  • La donazione indiretta non può essere affermata in modo automatico sulla base della sola destinazione di un bene al terzo beneficiario o della sua intestazione formale a un soggetto diverso: occorre che la fattispecie concretamente accertata corrisponda allo schema dell’acquisto effettuato con denaro fornito da un terzo per spirito di liberalità.
  • Quando il giudice di merito sussume una vicenda patrimoniale nella donazione indiretta, deve verificare la ricorrenza degli elementi tipici dell’istituto e non limitarsi a valorizzare indici fattuali compatibili anche con altre ricostruzioni giuridiche.
  • Se il motivo di ricorso che investe la qualificazione giuridica della fattispecie è fondato e assorbente, gli ulteriori motivi restano assorbiti.
  • La violazione di norme sulla qualificazione dell’atto negoziale può essere censurata in cassazione quando il giudice di merito abbia applicato un paradigma giuridico non coerente con i fatti accertati.

Come è indicizzato

MaterieMandatoImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiNullitàOnere della prova

Testo integrale

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