Cassazione Penale, Sentenza n. 37156/2022 del 30/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il pubblico ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Sapia per due episodi in cui avrebbe falsamente attestato la presenza in servizio di un dipendente timbrandone il badge (rilevanti ai fini della contestazione di concorso in truffa aggravata e violazioni del d.lgs. n.165/2001). Il ricorso per cassazione censurava la valutazione del tribunale del riesame ritenendola insufficiente nell'accertare la gravità dei fatti e il pericolo di reiterazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che le censure prospettate dal ricorrente consistessero in una rinnovata valutazione dei fatti e delle circostanze di merito, vietata in sede di legittimità. Ha confermato la correttezza della motivazione del tribunale del riesame, che aveva escluso il pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato sulla base di un'analisi non manifestamente illogica delle modalità e della distanza temporale degli episodi.
Norme richiamate
Norma richiamata per individuare il giudice competente al riesame delle misure cautelari; la Corte rileva che il tribunale del riesame ha esercitato correttamente la sua funzione di valutazione di merito.
art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.
art. 274, comma 1, lett. c) c.p.p.
Il pericolo di reiterazione richiesto per le misure cautelari deve essere concreto e attuale: la Corte conferma che occorre una prognosi fondata su elementi reali e non una mera ipotesi, valutando personalità, modalità del fatto e condizioni di vita dell'indagato.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
art. 23, co. 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Norma procedurale che disciplina la trattazione orale in udienza pubblica per i ricorsi in Cassazione: la discussione orale è prevista solo se espressamente richiesta da una parte; le memorie scritte possono essere trattate come tali.
artt. 81, cpv. c.p.; 55-quinquies d.lgs. n.165/2001; art. 61 co.1 n.2 e n.9 c.p.
artt. 81, cpv. c.p.; 55-quinquies d.lgs. n.165/2001; art. 61 co.1 n.2 e n.9 c.p.
Norme richiamate a descrivere le fattispecie contestate (concorso nella truffa aggravata e aggravanti/peculiarità nella responsabilità del pubblico dipendente); la Corte non ha riesaminato il merito della prova relativa a questi addebiti, avendo dichiarato inammissibile il ricorso per motivi di carattere processuale/di inammissibilità.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione in materia di misure cautelari non riesamina i fatti: il ricorso dovrà mirare a violazioni di legge o a manifesta illogicità della motivazione e non a una diversa valutazione delle prove.
- Per l'applicazione di misure cautelari fondate sul pericolo di reiterazione occorre dimostrare che tale pericolo sia non solo concreto ma anche attuale, con una prognosi motivata sulla personalità dell'indagato, le modalità del fatto e le sue condizioni di vita.
- La mera gravità astratta del fatto o il danno all'ente non bastano da soli a fondare la misura cautelare se mancano elementi specifici che attestino la concretezza e l'attualità del rischio di recidiva.
- Quando i fatti contestati sono isolati e risalenti nel tempo, il giudice deve approfondire la motivazione sulla sussistenza del pericolo di reiterazione; in assenza di tale motivazione approfondita, il rifiuto della misura è legittimo.
- In sede di impugnazione in Cassazione è essenziale indicare con precisione la norma contravvenuta o i passaggi motivazionali manifestamente illogici: censure generiche sulla valutazione del giudice di merito sono inammissibili.
- Sulle questioni procedurali connesse all'udienza di trattazione, va tenuto conto delle limitazioni dell'art. 23 co.8 d.l. 137/2020 rispetto alla richiesta della discussione orale.
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