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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14484/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce violazione di legge e carenza di motivazione perché la Corte d'appello ha confermato la condanna del ricorrente al pagamento di una provvisionale e alla rifusione delle spese in favore della Re.Se.T. s.c.p.a., nonostante quest'ultima non si fosse mai costituita parte civile nei confronti di Falzone e nonostante le contestazioni fossero riferibili a distinti reati commessi in relazione a diverse vittime (Falzone come dipendente del Comune di Palermo; Amarù come dipendente della Re.Se.T.), sicché non sussisteva responsabilità solidale per il medesimo obbligo risarcitorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla condanna di Falzone Dario alle statuizioni civili (provvisionale e spese) rese in favore di Re.Se.T. s.c.p.a. La Corte ha ritenuto che, trattandosi di imputazioni distinte e di vittime diverse, non poteva essere disposta solidarietà tra gli imputati per il pagamento della provvisionale né per le spese, in assenza di responsabilità solidale o di convergenza delle difese.

Norme richiamate

  • art. 55‑quinques d.lgs. n. 165/2001

    art. 55 quinques d.lgs. n. 165/01

    Norma indicata nel capo di imputazione per il contesto del reato amministrativo-professionale; la sentenza distingue la qualità soggettiva degli imputati in relazione all'ente offeso.

  • art. 640, comma 2, n. 1 cod. pen.

    art. 640, comma 2, n. 1 cod. pen.

    Norma penale relativa alla truffa aggravata; impiegata per definire l'illecito contestato ma la decisione di cassazione riguarda gli effetti civili connessi alla condanna penale.

  • art. 611 c.p.p.

    Norma procedurale richiamata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso (trattazione ai sensi dell'art. 611 c.p.p.).

  • Giurisprudenza - Sez. 4, n. 25532 del 16/01/2019 (Abbona)

    Sez. 4, n. 25532 del 16/01/2019, Abbona, Rv. 276339 - 03

    Principio di diritto secondo il quale la condanna in solido di più imputati al pagamento delle spese in favore della parte civile presuppone responsabilità solidale in ordine all'obbligazione dedotta o una comunanza di interessi eventualmente desumibile da convergenti atteggiamenti difensivi.

Massime di principio

  • La mera partecipazione di più imputati allo stesso processo non giustifica automaticamente la pronuncia di responsabilità solidale: occorre che gli imputati siano responsabili per il medesimo obbligo civile (stesso fatto lesivo o concorso di persone nello stesso reato).
  • Se le imputazioni riguardano condotte indipendenti e vittime diverse (distinti capi di imputazione), la solidarietà passiva per la provvisionale e per le spese non può essere disposta in assenza di prova di una responsabilità comune.
  • La costituzione di parte civile vale soltanto nei confronti dei singoli imputati per i quali è stata effettuata: una parte civile costituita solo contro un coimputato non legittima automaticamente un'azione risarcitoria anche contro gli altri imputati, salvo che sia dimostrata solidarietà giuridica.
  • La condanna in solido alle spese di lite richiede, oltre alla responsabilità solidale sull'obbligazione principale, la possibilità di desumere una convergenza difensiva o un interesse comune; in mancanza, la condanna delle spese deve essere distinta e commisurata alla responsabilità individuale.
  • In situazioni simili, il rimedio corretto è il gravame (impugnazione) motivato sulla violazione del principio di individualizzazione della responsabilità civile con richiesta di eliminazione della solidarietà impropria o di pronuncia sulla quota parte effettivamente dovuta.

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