Cassazione Penale, Sentenza n. 14429/2025 del 14/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti contestavano la valutazione delle intercettazioni e l'interpretazione data dalla Corte di merito: in particolare sostenevano che i frequenti riferimenti alla locazione di una "casa" riguardassero effettivamente la ricerca di un'abitazione da parte di Marino (con l'aiuto di Ferrario) e non operazioni di stupefacente. Prodotti i testi Ferrario Osvaldo e Bottigelli Mario come supporto della versione alternativa e richiamata la presunta esistenza di un contratto di locazione. La difesa chiedeva quindi una diversa lettura dei colloqui intercettati e l'esclusione della ricostruzione di un rapporto di affari per droga fra Marino e Sivelli.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto infondate le censure: ha confermato la valutazione della Corte d'appello che aveva logicamente svalutato le testimonianze difensive per la mancanza di specificità (nessuna indicazione sull'immobile né produzione del contratto di locazione né deposizione del locatore). La Corte ha esaminato dettagliatamente le intercettazioni ritenute probatorie e ha ricostruito un rapporto d'affari per sostanze stupefacenti tra Sivelli e Marino, con Marino e Ferrario come raccordo con il fornitore chiamato "Giò"; sono emersi contatti, indicazioni di prezzi, anticipi e la successiva perquisizione e sequestro (28 gennaio) di ingente quantitativo di stupefacente. Inoltre sono state respinte le circostanze attenuanti generiche per entrambi (per i precedenti e per il ruolo attivo) e negata l'attenuante dell'art. 114 cod. pen. nei confronti di Ferrario, ritenuto non marginale in ragione dei molteplici contatti con fornitori e della trattazione di un eventuale campione (intercettazione del 20.1.2015). In sintesi, responsabilità e trattamento sanzionatorio confermati.
Norme richiamate
art. 114 cod. pen.
L'attenuante di cui all'art. 114 è stata negata perché il Ferrario non aveva ruolo marginale: la Corte ha valutato il suo rilevante apporto alla condotta concorsuale dai molteplici contatti telefonici con Marino e con il fornitore, inclusa la gestione di un possibile campione di stupefacente.
Massime di principio
- Le intercettazioni, se contestualizzate e corredate da attività di osservazione e da riscontri (perquisizioni, sequestri, movimenti riconducibili al traffico), possono costituire prova decisiva: semplici alternative difensive vaghe o non documentate difficilmente ne modificano il significato.
- Se si intende sostenere che riferimenti testuali (es. "casa") siano innocui o estranei al fatto contestato, è necessario produrre prove specifiche e documentali (contratto di locazione, identificazione del locatore, attestazioni precise) e non solo dichiarazioni generiche di testimoni che non individuano l'immobile.
- Le testimonianze difensive hanno valore limitato se non supportate da elementi concreti e non identificano fatti o soggetti in modo puntuale; la loro genericità ne riduce il peso probatorio.
- Per ottenere le attenuanti generiche o ex art. 114 occorre dimostrare ruolo effettivamente marginale, assenza di pericolosità o elementi personali favorevoli; precedenti penali e un ruolo attivo nell'organizzazione ostano al riconoscimento delle attenuanti.
- In sede di legittimità la sindacabilità della valutazione probatoria è limitata: la Corte di Cassazione non riforma valutazioni di fatto ben motivate dai giudici di merito se queste sono logiche, coerenti e munite di adeguata motivazione.
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