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Ordinanza

Ordinanza n. 91/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia: - dell’ordinanza di demolizione opere abusive n. 1 del 19/01/2026 - Prot. 443 adottata dal Responsabile dell’Area Tecnica Manutentiva del Comune di Antonimina; - di ogni atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202600171

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di opere abusive consistenti in non meglio precisate opere di recinzione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il proprietario ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione n. 1 del 19 gennaio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. La censura ritenuta assorbente dal TAR riguarda lo sviamento del potere: le opere di recinzione, rappresentate nelle fotografie come muretti a secco e verosimilmente assai risalenti, sarebbero state qualificate come abusive soltanto in conseguenza della recente attività comunale di riconfinamento della strada Antonimina–Troiolo–Tronata, ritenuta interferente con particelle catastali di proprietà del ricorrente. Secondo la prospettazione, l'ordinanza sarebbe stata quindi adottata non per ripristinare l'assetto urbanistico-edilizio violato, ma per tutelare direttamente la proprietà pubblica e il possesso della strada comunale, mediante un potere di autotutela possessoria estraneo alla funzione attribuita dall'art. 33 d.P.R. 380/2001.

La decisione

In sede cautelare, il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, con valutazione necessariamente sommaria, ravvisando una sostanziale plausibilità della censura di sviamento. La preesistenza delle recinzioni rispetto al più recente accertamento della natura pubblica della strada fa apparire prima facie che l'ordinanza demolitoria persegua, in via immediata, diretta ed esclusiva, la tutela della proprietà pubblica, anziché il ripristino dell'assetto urbanistico-edilizio violato cui è funzionale il potere previsto dall'art. 33 d.P.R. 380/2001. La domanda cautelare è stata pertanto accolta e l'efficacia dell'ordinanza di demolizione è stata sospesa fino alla trattazione di merito, fissata al 16 dicembre 2026. Il Comune è stato condannato al pagamento di 800 euro per le spese della fase cautelare, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    ripristino dell’assetto urbanistico-edilizio violato

    Il potere repressivo-demolitorio è funzionale al ripristino dell'assetto urbanistico-edilizio violato e non può essere utilizzato, secondo la valutazione cautelare del TAR, per perseguire direttamente ed esclusivamente la tutela della proprietà pubblica o l'autotutela possessoria.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale accolta dal TAR con sospensione dell'efficacia dell'atto impugnato.

Massime di principio

  • Il potere di demolizione previsto dall'art. 33 d.P.R. 380/2001 deve essere esercitato per il ripristino dell'assetto urbanistico-edilizio violato; il suo utilizzo immediato, diretto ed esclusivo per tutelare la proprietà pubblica o il possesso di un bene pubblico integra, almeno in sede cautelare, un possibile sviamento dalla funzione tipica del potere.
  • Quando la qualificazione di opere edilizie come abusive interviene soltanto dopo un'attività amministrativa volta a individuare o riaffermare la natura pubblica di una strada, e le opere risultano verosimilmente preesistenti a tale attività, è plausibile la censura di sviamento se l'ordinanza demolitoria appare finalizzata alla tutela dominicale o possessoria dell'ente anziché alla repressione dell'abuso edilizio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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