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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33071/2024 del 23/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato "non doversi procedere" per mancanza di querela, ritenendo tardiva e non ammissibile la contestazione suppletiva dell'aggravante "destinazione a pubblico servizio" (art. 625, n.7 c.p.). Il ricorrente ha censurato la violazione dell'art. 516 c.p.p., sostenendo che la contestazione suppletiva rientra nella discrezionalità del pubblico ministero e il giudice non può impedire l'esercizio dell'azione penale con una valutazione di tardività; ha inoltre richiamato un precedente della Corte di cassazione (Sez.4, n.47769/2023).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato che la descrizione del fatto nel capo di imputazione (allaccio diretto e abusivo alla rete ENEL) rendeva manifestamente conoscibile all'imputato l'eventuale carattere di public service del bene sottratto e dunque la circostanza aggravante era già contestata in fatto. Perciò il reato è procedibile d'ufficio e la pronuncia di improcedibilità fondata su mancanza di querela era errata. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 625 n.7 cod. pen.

    L'aggravante della "destinazione a pubblico servizio" si applica quando il bene sottratto è destinato all'erogazione di un servizio organizzato a vantaggio della collettività; nel caso di furto mediante allaccio alla rete pubblica di distribuzione l'aggravante può considerarsi implicitamente contestata se il capo di imputazione descrive elementi che rendono manifesto tale carattere.

  • art. 516 cod. proc. pen.

    La censura verteva sulla presunta violazione del principio secondo cui la contestazione suppletiva rientrerebbe nella sfera discrezionale del pubblico ministero. La Corte ha però precisato che l'ammissibilità della contestazione suppletiva è compatibile con il potere del PM quando gli elementi fattuali già contenuti nell'imputazione consentono piena esercitazione della difesa relativamente all'aggravante.

  • art. 85 d.lgs. n. 150 del 2022

    Il Tribunale aveva ritenuto che fosse spirato il termine concesso alla persona offesa per proporre querela; la Cassazione ha osservato che tale considerazione non impedisce la procedibilità d'ufficio se, per effetto della contestazione dell'aggravante, il reato ricade nella procedibilità d'ufficio.

  • Sez. U., n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge)

    Richiamata per il principio che l'aggravante della "destinazione a pubblico servizio" ha natura valutativa; tuttavia, essa può essere ritenuta contestata anche tramite perifrasi o descrizioni fattuali idonee a rendere manifesto all'imputato il contenuto dell'accusa.

  • Sez. 6, n. 698 del 03/12/2013 (Giordano)

    Richiamata per chiarire il concetto di "destinazione a pubblico servizio", intesa come qualità del servizio organizzato per soddisfare bisogni della generalità dei consociati, e per confermare che la natura pubblica deriva dalla funzione e organizzazione del servizio, non dalla mera fruizione.

Massime di principio

  • Se il capo di imputazione descrive fatti tali da rendere manifesto il carattere di "pubblico servizio" (es. allaccio diretto alla rete pubblica di distribuzione), l'aggravante può considerarsi contestata anche se non espressamente indicata.
  • Quando l'aggravante rende il reato procedibile d'ufficio, l'assenza di querela non determina di per sé improcedibilità; il giudice non può dichiarare l'improcedibilità se, alla luce delle contestazioni fattuali, il reato risulta procedibile d'ufficio.
  • La contestazione suppletiva è una facoltà del pubblico ministero, ma la sua ammissibilità dipende anche dalla verifica che l'imputato abbia avuto sufficiente possibilità di difendersi rispetto alla nuova contestazione: se la descrizione dei fatti ha già reso manifesti gli elementi aggravanti, la suppletiva è ammessa.
  • L'aggravante di "destinazione a pubblico servizio" ha natura valutativa e può essere valutata in giudizio; non è "autoevidente", ma può risultare implicitamente contestata attraverso perifrasi o elementi fattuali inequivocabili.
  • In caso di decisione di improcedibilità errata per mancata considerazione di un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, la sentenza può essere annullata con rinvio per nuovo giudizio.

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