Cassazione Penale, Sentenza n. 33050/2024 del 23/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Everest Ajazi ha presentato il 19/07/2023 al Tribunale di Vicenza un'istanza ex art. 671 c.p.p. per il riconoscimento della continuazione rispetto a tredici sentenze di condanna. Il Tribunale di Vicenza, con ordinanza del 17/04/2024, ha declinato la competenza ritenendo che l'ultima sentenza divenuta irrevocabile fosse quella del Tribunale di Udine del 20/10/2023 (irrevocabile il 19/11/2023) e ha trasmesso gli atti a Udine. Il Tribunale di Udine, con ordinanza del 24/05/2024, ha sollevato conflitto negativo di competenza sostenendo che la competenza del giudice dell'esecuzione si radica alla data di presentazione dell'istanza e non è alterata da sopravvenienze; alla data del 19/07/2023 l'ultima sentenza irrevocabile risultava essere quella del Tribunale di Vicenza dell'11/05/2022 (irrevocabile il 17/10/2022). Il Procuratore Generale ha chiesto che la competenza sia riconosciuta al Tribunale di Vicenza.
La decisione
La Corte ha dichiarato il conflitto sussistente e ha risolto accogliendo la tesi del Tribunale di Udine e del Procuratore Generale: la competenza a decidere sull'istanza di riconoscimento della continuazione spetta al Tribunale di Vicenza. La Corte ha richiamato il principio della perpetuatio competentiae secondo la giurisprudenza di legittimità, secondo cui la competenza del giudice dell'esecuzione si determina con riferimento alla situazione esistente al momento della presentazione della domanda e resta insensibile a eventi sopravvenuti. Ai sensi dell'art. 32, comma 2, c.p.p., è disposto che l'estratto della sentenza sia comunicato ai giudici in conflitto, al pubblico ministero e notificato alle parti private, e gli atti siano trasmessi al Tribunale di Vicenza.
Norme richiamate
disciplina del conflitto di attribuzione in materia di giurisdizione
indica la sussistenza del conflitto quando due giudici rifiutano contemporaneamente di prendere cognizione della medesima questione; la Corte lo dichiara per risolvere la stasi processuale
procedura per la risoluzione del conflitto di competenza
attribuisce alla Corte la funzione di risolvere il conflitto sollevato dai giudici
art. 32, comma 2 cod. proc. pen.
comunicazione dell'estratto della decisione
prevede l'immediata comunicazione dell'estratto della sentenza ai giudici in conflitto, al pubblico ministero e la notifica alle parti private
art. 665, comma 4 cod. proc. pen.
individuazione del giudice dell'esecuzione
richiamato nel ragionamento iniziale delle parti come norma che radica la competenza al giudice dell'esecuzione in relazione alla sentenza divenuta irrevocabile per ultima
istanza per il riconoscimento della continuazione
norma alla quale è stata riferita l'istanza presentata dall'interessato; la competenza a decidere su tale istanza si determina alla data di presentazione
principio della perpetuatio competentiae (jurisdictionis)
giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 51271/2019; Sez. 1, n. 6739/2014; Sez. 1, n. 23252/2010; Sez. 1, n. 24438/2008)
la competenza del giudice si radica in base alla situazione processuale esistente al momento della presentazione della domanda e non muta per effetto di sopravvenienze; principio usato dalla Corte per assegnare la competenza al Tribunale di Vicenza
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione a decidere sull'istanza di riconoscimento della continuazione si determina con riferimento alla situazione di fatto e di diritto esistente alla data di presentazione dell'istanza e non è modificata da sentenze che divengano irrevocabili successivamente.
- Per stabilire il giudice competente occorre verificare quale sentenza era irrevocabile alla data di deposito dell'istanza: il giudice che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile a quella data è competente.
- Se due giudici rifiutano contemporaneamente di assumere la competenza si configura un conflitto negativo ai sensi degli artt. 28 e 30 c.p.p., da risolversi mediante declaratoria della Corte di legittimità che indica il giudice competente.
- La perpetuatio competentiae mira a garantire certezza e ragionevole durata del processo: le sopravvenienze non sopprimono la competenza già perfezionata al momento della domanda.
- Nella pratica difensiva e dell'ufficio del pubblico ministero è essenziale documentare e provare la data di deposito dell'istanza e l'elenco delle sentenze irrevocabili a quella data per argomentare correttamente la competenza.
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