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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36055/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva confermato la pronuncia del GUP per numerosi episodi di cessione di hashish. Il ricorrente deduceva illogicità nella motivazione riguardo al carattere "professionale" dell'attività di cessione, contestava il diniego del giudizio di prevalenza delle circostanze attenuanti sulle aggravanti (art. 80 d.P.R. 309/90 e continuazione), riteneva eccessivo l'aumento per la continuazione e sottolineava il ridottissimo quantitativo di sostanza ceduta nelle varie occasioni.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato palesemente inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato in data successiva al 03/08/2017, periodo in cui la legge 23.06.2017 n.103 ha modificato gli artt. 571 e 613 c.p.p. prevedendo che il ricorso per Cassazione debba essere sottoscritto da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione. In applicazione dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p. la Corte ha dichiarato l'inammissibilità senza formalità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    Consente di dichiarare l'inammissibilità del ricorso per cassazione senza formalità quando ricorrono cause palese di inammissibilità; applicato per escludere il ricorso sottoscritto personalmente dall'imputato dopo il 03/08/2017.

  • Legge 23.06.2017 n. 103

    legge 23.06.2017 n. 103, decorrenza 03/08/2017

    Ha modificato le regole di ammissibilità del ricorso per cassazione imponendo che il ricorso sia sottoscritto da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione; la mancata sottoscrizione da parte di un difensore abilitato rende il ricorso inammissibile.

  • artt. 571 e 613 cod. proc. pen.

    artt. 571 e 613 cod. proc. pen.

    Modificati dalla L. 103/2017; la Corte ha ritenuto che le norme ora impediscano la presentazione del ricorso da parte della parte personalmente, richiedendo la sottoscrizione da parte di difensori iscritti nell'albo speciale.

  • art. 80 d.P.R. 309/90

    Norma che contiene aggravanti specifiche per reati in materia di stupefacenti; nel merito il ricorrente contestava l'applicazione e la prevalenza di tale aggravante rispetto alle attenuanti, ma la Corte di cassazione non è entrata nel merito perché ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizio formale.

Massime di principio

  • Dopo il 03/08/2017, il ricorso per la Cassazione deve essere sottoscritto da un difensore iscritto nell'albo speciale della Corte di cassazione: la sottoscrizione personale dell'imputato comporta inammissibilità procedurale.
  • La Corte può dichiarare l'inammissibilità del ricorso senza formalità quando la carenza è palese (art. 610, comma 5-bis c.p.p.), perciò i vizi formali evidenti sono decisivi e sopravanzano le questioni di merito.
  • Le impugnazioni basate su valutazioni di merito (es. qualificazione come attività "professionale", quantità di stupefacente, applicazione di aggravanti/attenuanti, aumento per continuazione) richiedono un ricorso regolarmente proposto: difetti procedurali impediscono l'esame del merito.
  • Le conseguenze di una inammissibilità palese possono includere la condanna alle spese processuali e sanzioni pecuniarie (es. contributo alla Cassa delle ammende), perciò è essenziale garantire la conformità formale prima della presentazione.
  • In situazioni analoghe, se si intende contestare l'applicazione di aggravanti o il calcolo della continuazione, è consigliabile affidarsi a un difensore abilitato e verificare la sussistenza dei requisiti formali previsti dalla normativa vigente per evitare l'inammissibilità.

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