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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41592/2022 del 04/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna la sentenza del Tribunale di Vercelli che, pur avendo ritenuto l'imputato responsabile di lesioni stradali gravissime aggravate dalla guida in stato di ebbrezza (tasso alcolemico 1,2 g/l), ha omesso di applicare la sanzione amministrativa accessoria prevista dall'art. 222 del Codice della Strada consistente nella revoca o nella sospensione della patente di guida.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria. Ha disposto il rinvio al Tribunale di Vercelli, in diversa composizione, affinché si pronunci sulla revoca o sospensione della patente, richiamando l'interpretazione della Corte Costituzionale (sent. n. 88/2019) sull'obbligo di applicare tale sanzione quando sia accertata la condotta di guida in stato di ebbrezza con i relativi livelli alcolemici.

Norme richiamate

  • art. 222 Codice della Strada

    La norma prevede l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria (revoca o sospensione della patente) in caso di guida in stato di ebbrezza; la Corte ha ritenuto che, accertata l'aggravante per tasso alcolemico elevato, il giudice penale debba pronunciarsi anche su questa sanzione accessoria.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 88 del 2019

    Richiamata dalla Corte come chiave ermeneutica: conferma l'obbligo del giudice penale di applicare le sanzioni amministrative accessorie conseguenti a specifiche fattispecie di guida in stato di ebbrezza, secondo l'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 222 c.d.s.

  • art. 590-bis cod. pen. in relazione all'art. 583 cod. pen.

    Le norme penali sono state utilizzate per la condanna dell'imputato per lesioni stradali gravissime aggravate dalla guida in stato di ebbrezza; la Cassazione conferma che la condanna penale e l'accertamento del tasso alcolemico comportano anche conseguenze amministrative previste dal codice della strada.

Massime di principio

  • Quando in un giudizio penale è accertata la guida in stato di ebbrezza con livelli alcolemici che costituiscono aggravante, il giudice penale deve esprimersi anche sulla sanzione amministrativa accessoria (revoca o sospensione della patente) prevista dall'art. 222 c.d.s.; la mancata pronuncia è vizio di violazione di legge.
  • L'omissione di una sanzione amministrativa accessoria da parte del giudice penale può essere impugnata dal pubblico ministero e comporta, in sede di legittimità, annullamento parziale con rinvio per nuovo giudizio sul punto.
  • La pronuncia sulle sanzioni amministrative accessorie è autonoma rispetto al trattamento penalistico e può essere disposta anche in sede di giudizio abbreviato o in procedimenti speciali quando siano stati accertati i fatti costitutivi dell'obbligo sanzionatorio.
  • La Corte Costituzionale e la giurisprudenza di legittimità orientano verso un coordinamento fra responsabilità penale e conseguenze amministrative: l'accertamento probatorio del tasso alcolemico vincola il giudice penale a considerare e applicare le misure accessorie previste dal codice della strada.
  • Per il difensore, in situazioni analoghe, è opportuno verificare se la pronuncia sulle sanzioni amministrative accessorie sia stata disposta: la mancanza può essere motivo di impugnazione da parte della pubblica accusa e comportare un nuovo esame della questione da parte del giudice di merito.

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