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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35408/2023 del 22/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava in primo luogo la carenza di motivazione della sentenza impugnata in relazione agli elementi probatori posti a fondamento della responsabilità per il reato di evasione, assumendo che l'imputato fosse stato autorizzato ad allontanarsi per recarsi al lavoro; in secondo luogo si deduceva la violazione dell'art. 99 c.p. per il mancato disconoscimento della recidiva e il vizio di motivazione relativamente al mancato prevalere delle attenuanti generiche sulla recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo i motivi infondati o inammissibili. Sul primo motivo ha escluso un vizio di motivazione, confermando la valutazione della Corte di appello secondo cui l'autorizzazione aveva contenuto specifico e non consentiva gli spostamenti ritenuti dall'imputato; l'imputato è stato sorpreso in orario e su strada diversi rispetto a quanto compatibile con l'autorizzazione a recarsi al lavoro. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della recidiva operata dalla Corte di appello (valutata in chiave qualitativa e non meramente formale) e ha confermato il riconoscimento delle attenuanti generiche in regime di equivalenza con la significativa recidiva. Il ricorso è stato dunque rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b) ed e)

    Individua i motivi di ricorso per cassazione censurati dal difensore; la Corte ha ritenuto le censure in parte inammissibili (per tentativo di riesame del merito) e in parte infondate.

  • art. 546 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)

    Richiamato nella censura sulla motivazione della sentenza di merito; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte di appello fosse sufficiente e non contraddittoria.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Citato nell'ambito delle doglianze sulla motivazione; la Corte ha ritenuto che le valutazioni probatorie fossero adeguatamente esplicitate.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Rilevato nella contestazione della motivazione della sentenza, ma la Corte ha escluso carenza motivazionale rilevante ai fini della cassazione.

  • art. 99 cod. pen.

    Norma sulla recidiva; la Corte ha confermato l'applicazione della recidiva in chiave qualitativa quando i precedenti risultano omogenei e indicativi di riprovevolezza, giustificando il mancato disconoscimento.

  • art. 284 cod. proc. pen., comma 3

    Riferimento al provvedimento del GIP che autorizzava l'allontanamento per lavoro; la Corte ha interpretato tale provvedimento come avente contenuto specifico e limitativo rispetto ai luoghi autorizzati.

  • art. 616 cod. proc. pen., comma 1

    Norma che consente la condanna al pagamento delle spese del procedimento; applicata alla fine per carico sul ricorrente.

  • Giurisprudenza citata: Sez. U, n. 35738 del 27/05/2010 (Calibè)

    Principio secondo cui la recidiva va valutata non in maniera meramente formale bensì tenendo conto della natura, della omogeneità e della gravità dei precedenti; tale orientamento è stato applicato dalla Corte di appello e confermato dalla Cassazione.

Massime di principio

  • La Cassazione non ammette che il ricorso si risolva in un rinnovo del merito: i rilievi meramente valutativi sui fatti e sulla prova decisi in sede di merito sono inammissibili in cassazione.
  • Le autorizzazioni a lasciare il domicilio sono interpretate secondo il contenuto testuale e la finalità: spostamenti non coerenti con il luogo, il percorso o l'orario autorizzati possono integrare il reato di evasione.
  • La recidiva va valutata in termini qualitativi oltre che quantitativi: la sua rilevanza dipende da omogeneità, gravità, distanza temporale e tipo di condotte precedenti.
  • Le attenuanti generiche possono essere riconosciute anche in presenza di recidiva, ma il loro regime (equivalenza o prevalenza) dipende dalla valutazione complessiva della personalità e della pericolosità del reo.
  • Per difendersi efficacemente in casi simili è essenziale documentare con precisione l'autorizzazione (luoghi, percorsi, orari) e fornire elementi che giustifichino concrete ragioni dell'allontanamento (prove del tragitto, testimoni, giustificativi dell'orario).

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