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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32267/2022 del 02/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (fiduciante)

La controversia

La controversia nasce da una scrittura privata con cui una persona aveva dichiarato di aver acquistato un appartamento e un box con denaro altrui, obbligandosi a ritrasferirli al disponente su semplice richiesta. Dopo la morte della fiduciaria, i suoi eredi avevano eccepito la prescrizione della domanda proposta dal fiduciante per ottenere l'esecuzione dell'accordo. Il tribunale aveva accolto l'eccezione; la corte d'appello aveva confermato, qualificando il rapporto come negozio fiduciario e ritenendo che il diritto al ritrasferimento sorgesse già con la stipula del pactum fiduciae, con conseguente decorrenza della prescrizione da quel momento, o comunque valorizzando la lunga inerzia del fiduciante come rinuncia per facta concludentia. Nel ricorso per cassazione il fiduciante ha dedotto, con il primo motivo, violazione degli artt. 1322, 2934 e 2935 c.c., oltre ad altre norme processuali e sostanziali, sostenendo che la prescrizione non potesse decorrere dalla stipula del negozio né dalla data del testamento olografo, ma solo dall'inadempimento dell'obbligo di ritrasferimento, manifestatosi con la pubblicazione del testamento che assegnava i beni ad altra persona; con il secondo motivo ha censurato la condanna per responsabilità aggravata ex artt. 91, 92 e 96 c.p.c. e art. 24 Cost.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ha dichiarato assorbito il secondo e ha cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione. La Corte ha ribadito che, nel negozio fiduciario con obbligo di ritrasferimento a richiesta, il termine di prescrizione decennale decorre non dalla stipula del pactum fiduciae, né da una mera inerzia del fiduciante, ma dal momento in cui la richiesta di trasferimento rimane inadempiuta dal fiduciario. Ha inoltre escluso che nel caso concreto potesse farsi decorrere la prescrizione dalla data del testamento olografo, perché non era provata la conoscenza del contenuto lesivo da parte del fiduciante; il dies a quo è stato individuato nella pubblicazione del testamento, quale primo evento utile a rendere conoscibile l'inadempimento. Restano da riesaminare in sede di rinvio le ulteriori questioni, incluse quelle relative all'eventuale esecuzione in forma specifica.

Norme richiamate

  • art. 1322 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la rilevanza causale complessiva del negozio fiduciario.

  • art. 2934 c.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso in tema di estinzione del diritto per prescrizione.

  • art. 2935 c.c.

    La Corte lo interpreta nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, cioè dall'inadempimento della richiesta di restituzione nel pactum fiduciae.

  • art. 587 c.c.

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate in relazione al testamento.

  • art. 602 c.c.

    Richiamato dal ricorrente con riferimento al testamento olografo.

  • art. 2704 c.c.

    Richiamato dal ricorrente per contestare il rilievo attribuito al testamento e alla sua data.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente tra le norme processuali violate.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente tra le norme processuali violate.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente per difetto di motivazione della sentenza impugnata.

  • art. 360 nn. 3 e 4 c.p.c.

    Indica il vizio denunciato per violazione di legge e nullità della sentenza.

  • art. 91 c.p.c.

    Richiamato nel secondo motivo contro la condanna alle spese/responsabilità aggravata.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato nel secondo motivo contro la statuizione sulle spese.

  • art. 96 c.p.c.

    Richiamato nel secondo motivo contro la condanna per responsabilità aggravata.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura sulla responsabilità aggravata.

  • art. 384 c.p.c.

    Menziato in relazione all'eventuale pronuncia della Corte di cassazione sul merito, questione poi assorbita.

  • art. 650 c.c.

    Citato come esempio di meccanismo ordinamentale che modifica lo status quo mediante fissazione giudiziale di un termine.

  • art. 1141 c.c.

    Citato come esempio della necessità di interversione per mutare la detenzione in possesso.

  • art. 1164 c.c.

    Citato come esempio della necessità di interversione ai fini dell'usucapione.

  • art. 2932 c.c.

    Richiamato per l'eventuale esecuzione in forma specifica, rimasta assorbita.

Massime di principio

  • Nel negozio fiduciario con obbligo di ritrasferimento del bene a semplice richiesta, la prescrizione del diritto del fiduciante non decorre dalla stipula dell'accordo, ma dal momento in cui la richiesta di restituzione viene ingiustificatamente disattesa dal fiduciario.
  • Ai sensi dell'art. 2935 c.c., un diritto può dirsi prescrivibile solo da quando sia concretamente esercitabile; se il contratto prevede il trasferimento su richiesta, il dies a quo coincide con l'inadempimento della richiesta e non con la mera pattuizione del vincolo fiduciario.
  • La protrazione nel tempo di un negozio fiduciario non equivale, di per sé, a rinuncia per facta concludentia del fiduciante al proprio diritto, quando il rapporto è strutturalmente destinato a permanere fino a richiesta di ritrasferimento.
  • La decorrenza della prescrizione non può essere ancorata a un atto successorio non provato come conoscibile dal titolare del diritto; occorre il primo evento che renda effettivamente conoscibile l'inadempimento della controparte.
  • Nel valutare la prescrizione di diritti scaturenti da assetti negoziali senza termine finale predeterminato, il giudice deve coordinare il dato temporale con la funzione del rapporto e con il momento di effettiva esigibilità della prestazione, evitando automatismi fondati sulla sola inerzia del titolare.

Come è indicizzato

MaterieMandatoImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiPrescrizioneOnere della prova

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