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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21368/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile l'istanza di restituzione dei beni personalmente confiscati, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla legittimità delle loro situazioni patrimoniali e alla proporzione degli acquisti rispetto ai redditi percepiti

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per due ragioni: (1) vizio formale per mancanza di una valida "procura speciale" che esplicitasse i poteri conferiti al difensore, con conseguente incapacità del difensore di proporre validamente ricorso per conto di terzi interessati; (2) motivo sostanziale manifestamente infondato e generico, non confrontandosi con il decisivo elemento di fatto indicato dal giudice dell'esecuzione (assenza di elementi nuovi rispetto alle precedenti decisioni), e riproponendo questioni già decise in precedenti gradi (sentenza della Cassazione del 5/5/2022). Per questi motivi i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 a titolo di ammenda alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 666, comma 2 cod. proc. pen.

    Utilizzato come base per la dichiarazione di inammissibilità dell'incidente di esecuzione quando non emergono elementi nuovi rispetto al procedimento già deciso

  • art. 240-bis cod. pen.

    Richiamato quale norma sostanziale che ha consentito al giudice dell'esecuzione di disporre la confisca (connessa alle misure patrimoniali nei procedimenti penali)

  • art. 183-quater disp. att. cod. proc. pen.

    Norma regolamentare richiamata in relazione alle competenze e procedure dell'organo giudicante in materia di confisca e misure patrimoniali

  • art. 591, lett. c) in relazione all'art. 581 c.p.p., lett. c)

    Richiamate in ordine ai requisiti che deve avere il motivo di cassazione: la Corte ha ritenuto il motivo generico e non confrontato con il decisivo punto di fatto, quindi privo dei requisiti per essere esaminato

  • art. 616 c.p.p.

    Fornisce la base per l'imposizione della sanzione pecuniaria (ammenda) a carico dei ricorrenti per la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • I terzi interessati in un incidente di esecuzione devono dotare il proprio difensore di una "procura speciale" che espliciti i poteri conferiti: una formula generica "conferendo procura speciale" può essere insufficiente e determinare l'inammissibilità del ricorso
  • L'incidente di esecuzione fondato sulla richiesta di restituzione di beni già oggetto di precedente decisione necessita di "elementi nuovi" non valutati nei precedenti gradi: l'assenza di tali elementi comporta l'inammissibilità dell'istanza ai sensi dell'art. 666, comma 2 c.p.p.
  • Non è possibile riproporre in incidente di esecuzione gli stessi argomenti già decisi nelle fasi precedenti: il ricorso deve affrontare espressamente e confutare il motivo decisivo che ha condotto all'esito precedente
  • I motivi di cassazione devono rispettare i requisiti di specificità previsti dagli artt. 581 e 591 c.p.p.; deduzioni generiche o non confrontate con il provvedimento impugnato saranno dichiarate inammissibili
  • La presentazione di ricorsi infondati o proceduralmente viziati può comportare non solo il rigetto ma anche la condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (ammenda) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Per aumentare le possibilità di ammissibilità, chi impugna un provvedimento di esecuzione dovrebbe: (a) predisporre una procura speciale chiara e specifica; (b) produrre e documentare fatti o prove nuove e rilevanti; (c) articolare motivi specifici che contestino il punto decisivo del provvedimento impugnato

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