Cassazione Penale, Ordinanza n. 34949/2026 del 30/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
L’imputato, nato in Senegal il 12 febbraio 1976, ha impugnato la sentenza della Corte d’appello di Roma del 24 ottobre 2025. Il ricorso riproponeva censure relative al contenuto oggettivo della condotta oppositiva e all’elemento soggettivo del reato di resistenza a pubblico ufficiale contestato; il testo non riporta ulteriori dettagli sui fatti né l’esito della decisione di merito.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che le censure riproponevano questioni già adeguatamente esaminate e disattese dai giudici di merito con motivazione giuridicamente corretta, puntuale rispetto alle doglianze, coerente con le risultanze acquisite e priva di manifeste incongruenze logiche. Ai sensi dell’art. 616 c.p.p. conseguono le statuizioni previste da tale disposizione; il testo fornito si interrompe prima di precisare le eventuali condanne accessorie e il loro ammontare.
Norme richiamate
riguardanti il portato oggettivo della condotta oppositiva tenuta dal ricorrente e il dolo della resistenza ex art 337 cp in contestazione
La decisione menziona la condotta oppositiva e il dolo della resistenza come profili già vagliati dai giudici di merito; non enuncia una regola interpretativa autonoma sull’art. 337 c.p.
all'inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all'art. 616 cod. proc. pen.
Dalla dichiarazione d’inammissibilità discendono le statuizioni previste dall’art. 616 c.p.p.
Massime di principio
- In sede di legittimità non sono suscettibili di rivalutazione le censure che, pur riferite alla condotta materiale o all’elemento soggettivo del reato, ripropongono profili già adeguatamente scrutinati dai giudici di merito con motivazione giuridicamente corretta, coerente con le risultanze processuali e priva di manifeste incongruenze logiche.
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