Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30197/2025 del 03/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva annullato la custodia cautelare solo per il capo 8) e confermato la misura cautelare per i capi 1), 2) (riqualificati anche ai sensi degli art. 629 e 416-bis) e 5). Il ricorrente deduce tre motivi: (1) vizi nella valutazione della gravità indiziaria sul capo 5), sostenendo che i fatti indicano al più un'associazione familiare e contestando l'interpretazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni dei collaboratori; (2) carenza del requisito del profitto e del dolo in relazione al capo 1) (estorsione), atteso che gli atti sarebbero finalizzati a evitare appropriazioni indebite da parte di terzi; (3) illogicità della motivazione circa la sussistenza della minaccia nel capo 2), ritenendo che dagli atti emerga solo che un terzo (Papa) abbia assunto Cotugno per motivi diversi e che la mancata prosecuzione del rapporto non sia riconducibile a una minaccia estorsiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i primi due motivi inammissibili: il primo in quanto rimetteva a una rivalutazione di merito del compendio indiziario e non contestava vizi logico-giuridici della motivazione, il secondo per genericità e perplessità infondate rispetto alla motivazione del Tribunale sul profitto conseguito. Il terzo motivo è stato ritenuto fondato: la Corte ha ritenuto che non emergano con certezza, sulla base degli elementi indicati, gli elementi costitutivi dell'estorsione contestata al capo 2), in particolare la prova della minaccia e del danno patrimoniale ingiusto (la perdita della "chance" di rinnovo contrattuale non è stata dimostrata secondo i criteri stabiliti dalle Sezioni Unite, che richiedono una "seria e consistente possibilità" e il nesso causale penalmente rilevante). Conseguentemente la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al capo 2) e ha rinviato al Tribunale di Messina per nuovo giudizio sulla gravità indiziaria di tale capo; ha invece confermato la decisione impugnata nei restanti profili.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Usato dal Tribunale e richiamato nella motivazione della Corte per qualificare la partecipazione a un sodalizio mafioso; la persistenza di controllo su impresa confiscata e il linguaggio delle intercettazioni sono stati ritenuti indizi di perdurante appartenenza.

  • art. 309, co. 7, c.p.p.

    Norma di competenza procedurale utilizzata per rimettere il giudizio di gravità indiziaria sul capo annullato al Tribunale di Messina.

  • art. 12-sexies legge n. 356 del 1992

    art. 12-sexies legge n. 356 del 1992

    Richiamata in relazione alla confisca dell'impresa Bellinvia; la Corte considera rilevante il controllo continuativo del ricorrente sull'impresa anche dopo misure di prevenzione e confisca come elemento indiziario di capacità intimidatoria e di mantenimento del sodalizio.

  • Sezioni Unite, sent. n. 30016 del 28/03/2024 (Annunziata)

    Sezioni Unite, sent. n. 30016 del 28/03/2024, Rv. 286656

    Principio interpretativo sul concetto di danno patrimoniale rilevante per l'estorsione: la perdita di una "chance" è rilevante solo se si tratta di una "seria e consistente possibilità" e deve essere provato il nesso causale penalmente rilevante fra condotta e danno.

  • Sez. U, n. 22471 del 26/02/2015 (Sebbar)

    Sez. U, n. 22471 del 26/02/2015, Rv. 263715

    Richiamata per il principio secondo cui la cassazione non è sede per rinnovare la valutazione del compendio indiziario: le censure che chiedono una diversa valutazione di merito sono inammissibili se non indicano vizi logici/giuridici della motivazione.

Massime di principio

  • La Cassazione non sostituisce il giudizio di merito: i ricorsi che si limitano a chiedere una diversa valutazione degli indizi sono inammissibili salvo che non evidenzino vizi logico-giuridici nella motivazione.
  • La persistenza del controllo su un'impresa confiscata può essere valutata come elemento indiziario significativo di "capacità intimidatoria" e di perdurante appartenenza a un sodalizio mafioso, specie se accompagnata da condotte di appropriamento delle entrate.
  • Per il reato di estorsione la nozione di danno patrimoniale include la perdita di una "chance", ma solo se questa è una "seria e consistente possibilità" di acquisire un vantaggio economico; occorre provare il nesso causale tra la condotta e la perdita della chance.
  • Le intercettazioni e le dichiarazioni di terzi (es. collaboratori) devono essere valutate nel loro complesso e confrontate con altri elementi probatori; affermazioni isolate (es. etichette come "uomo d'onore") non bastano di per sé se non corroborate da altri elementi concreti.
  • Quando la prova del danno o della minaccia è incerta o fondata su mere aspettative o su una perdita astratta di opportunità, il giudice deve richiedere una valutazione più puntuale e motivata prima di ritenere integrato il reato estorsivo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.