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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26365/2022 del 07/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Venezia sostenendo, in sintesi: 1) che i documenti di trasporto sottoscritti dalla resistente costituivano prova idonea (quietanza/confessione stragiudiziale) della quantità di terra effettivamente trasportata e quindi della misura del corrispettivo; 2) che il contratto e la prassi tra le parti dimostravano la comune volontà di misurare la prestazione in metri cubi e di convertire tale volume in tonnellate ai fini del calcolo del prezzo (artt.1362 e 1366 c.c.); 3) che era errato rifiutare la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) richiesta per determinare la conversione volume-peso, essendo necessarie competenze tecniche; 4) che, in base all'art.1657 c.c., il giudice avrebbe potuto determinare d'ufficio il corrispettivo dell'appalto previa CTU.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili alcuni motivi per difetti formali e per mancata specificazione/produzione dei documenti evocati nel ricorso (violazione del principio di autosufficienza del ricorso e art.366 c.p.c.). Quanto al merito, la Corte ha confermato la valutazione della Corte d'appello: i documenti di trasporto non avevano valore probatorio sufficiente perché 1) indicavano il volume (m3) e non il peso (tonnellate) previsto contrattualmente per la determinazione del corrispettivo; 2) erano in parte precompilati nella parte relativa alla quantità, rendendo incerta la corrispondenza tra quanto indicato e quanto effettivamente trasportato; 3) la conversione volume-peso non era possibile con oggettività perché non emergeva un peso specifico ufficiale dell'argilla da utilizzare. La Corte ha inoltre confermato che l'esercizio del potere officioso di determinazione del prezzo ai sensi dell'art.1657 c.c. è ammissibile solo se non è controversa l'entità/quantità dell'opera: qui la quantità era contestata, perciò la CTU e la determinazione d'ufficio erano precluse. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di cassazione.

Norme richiamate

  • art.1657 c.c.

    il potere del giudice di determinare il corrispettivo dell'appalto ... è esercitabile solo ove non si controverta sulle opere eseguite dall'appaltatore

    Applicato per escludere la possibilità di determinare d'ufficio il prezzo tramite CTU quando è controversa la quantità della prestazione: il giudice non può sostituirsi all'onere probatorio dell'appaltatore se è contestata la consistenza dell'opera

  • artt.1362 e 1366 c.c.

    Richiamati dalla ricorrente per sostenere una specifica interpretazione contrattuale (conversione concordata da m3 a tonnellate); la Corte ha ritenuto che la doglianza non censurasse un errore di diritto sull'interpretazione contrattuale ma contestasse l'apprezzamento delle prove, quindi insindacabile in cassazione

  • artt.1199, 2732, 2733, 2734 c.c.

    Evocati in relazione alla qualità probatoria della quietanza e alla confessione stragiudiziale; la Corte ha ritenuto che la ricorrente non avesse dimostrato che i documenti di trasporto rientrassero nelle fattispecie che conferiscono tale effetto probatorio, anche per il carattere precompilato e per la sottoscrizione da terzi

  • art.360 c.p.c. (nn.3, 4, 5)

    Richiamato come parametro di censura per violazione di norme di diritto e vizi di motivazione; la Corte ha esaminato i motivi alla luce dei limiti di deducibilità (n.3) e di motivazione (n.4) e ha applicato il principio, introdotto dall'art.360 n.5, che la verifica della motivazione giudiziale in Cassazione riguarda l'esistenza e la coerenza motivazionale

  • art.366 c.p.c. (nn.4 e 6)

    Applicato per dichiarare inammissibili i motivi che non si confrontano con le ragioni della decisione impugnata (n.4) e per sanzionare la mancata riproduzione del contenuto dei documenti evocati (n.6), richiedendo l'autosufficienza del ricorso per cassazione

  • art.132 n.4 c.p.c. e art.118 disp. att. c.p.c.

    Richiamati dalla ricorrente per censurare la motivazione come apparente; la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello esistente e coerente, escludendo la nullità dedotta

  • art.23, comma 8-bis, d.l. n.137/2020 (conv. L. n.176/2020)

    Richiamato per la trattazione del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale, conformemente alla richiesta delle parti

  • art.13, comma 1-quater, d.P.R. n.115/2002

    Richiamato in relazione all'ulteriore contributo unificato eventualmente dovuto dalla ricorrente

Massime di principio

  • Documenti di trasporto: il loro valore probatorio dipende dal contenuto concreto e dalla corrispondenza con la previsione contrattuale; se il contratto prevede il prezzo in base al peso, i documenti che indicano solo il volume possono essere inidonei a provare la misura del corrispettivo, salvo prova convincente della conversione concordata
  • Carico probatorio: chi chiede il pagamento deve provare la misura e la consistenza della prestazione (quantità/qualità); in caso di contestazione sulla quantità, l'onere probatorio non può essere aggirato consentendo al giudice di determinare d'ufficio il prezzo
  • Art.1657 c.c. e CTU: il giudice può determinare ex officio il corrispettivo dell'appalto (anche tramite CTU) solo se non è contestata l'entità dell'opera; se la quantità è controversa, la CTU per determinare il prezzo è, di regola, preclusa
  • Richieste in cassazione: le censure devono essere autosufficienti e confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata; va riprodotto il contenuto degli atti/documenti decisivi nel ricorso, altrimenti i motivi possono essere dichiarati inammissibili per violazione dell'art.366 c.p.c.
  • Valutazione del fatto: la discrezionalità del giudice del merito nella valutazione delle prove è difficile da censurare in cassazione se adeguatamente motivata; le questioni di apprezzamento probatorio non sono sindacabili se la motivazione è coerente

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