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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46857/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava un vizio di motivazione della sentenza impugnata: la Corte territoriale avrebbe trasferito la responsabilità per la detenzione di 253 banconote false a De Paolis solo in forza del rinvenimento delle banconote nell'abitazione familiare, senza considerare che il ritrovamento in un luogo di disponibilità comune non prova inequivocabilmente la responsabilità esclusiva dell'imputato; solo se le banconote fossero state occultate in luogo ad esclusiva disponibilità dell'imputato la deduzione sarebbe stata convincente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le censure difensive generiche e non convincenti: la Corte territoriale aveva motivato l'attribuzione della detenzione a De Paolis spiegando che le banconote erano state trovate nell'appartamento in cui egli viveva, che la Polizia si era recata lì in conseguenza di elementi che indicavano lui come detentore e che l'imputato non aveva fornito alcuna spiegazione o giustificazione a propria discolpa. Per questi motivi la Cassazione ha respinto il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 453 cod. pen.

    Norma relativa all'immissione in circolazione di moneta contraffatta; nel caso la Corte d'appello aveva originariamente qualificato il fatto su questa fattispecie prima di riqualificarne alcuni aspetti

  • art. 455 cod. pen.

    Norma che sanziona la detenzione di moneta contraffatta; la Corte d'appello ha riqualificato il fatto come detenzione ex art. 455 e la Cassazione si è pronunciata sulla motivazione relativa all'attribuzione della detenzione all'imputato

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina l'enunciazione del motivo in Cassazione; il ricorso conteneva un unico motivo enunciato ai sensi di tale disposizione

  • art. 23, comma 8, D.L. 28 ottobre 2020, n.137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n.176) e artt. 1 e 7 D.L. n.105/2021

    Riferimenti normativi utilizzati per la requisitoria del Procuratore Generale in Cassazione (norme emergenziali/procedure adottate nel periodo) e citate nel procedimento; non incidono sulla valutazione di merito ma sul deposito delle conclusioni

Massime di principio

  • Il ritrovamento di oggetti illeciti in un'abitazione condivisa può concorrere a fondare la responsabilità per detenzione se la polizia agisce su un concreto sospetto che individua il convenuto e questi non fornisce spiegazioni credibili: la mera presenza non esclusiva non esclude la responsabilità quando gli altri elementi probatori la supportano.
  • Per contrastare efficacemente un'accusa fondata su ritrovamenti in luogo comune, l'imputato deve produrre deduzioni concrete e specifiche (es. prova che altri conviventi avevano esclusiva disponibilità, dichiarazioni, alibi, elementi che spiegano l'origine della cosa) e non soltanto censure generiche sulla motivazione.
  • La possibilità che le banconote fossero occultate in un luogo ad esclusiva disponibilità dell'imputato aumenta molto la prova della sua responsabilità; in assenza di tale elemento la valutazione resta comunque possibile sulla base di argomenti complessivi.
  • Le deduzioni in Cassazione devono essere particolarmente circostanziate: motivi vaghi o generici sulla carenza di prova o sui "salti logici" della motivazione territoriale rischiano l'inammissibilità.
  • Il carico probatorio rimane in capo all'accusa, ma la prova può essere composta anche da circostanze indirette che, nel loro insieme e in assenza di una valida giustificazione difensiva, consentono la condanna.

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