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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26959/2023 del 20/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avvisi di rettifica doganali relativi all'importazione di aglio dalla Cina: l'Agenzia contestava un meccanismo elusivo per aggirare il contingentamento previsto dai regolamenti comunitari, consistente nel far acquistare l'aglio a societa titolari di titoli di importazione agevolata (che poi lo importavano) per poi riacquistarlo dalla societa Malvi s.a.s. che aveva esaurito i propri titoli, ottenendo cosi indebitamente il dazio agevolato. I ricorrenti sostenevano l'illegittimita' degli atti per carenza di specificita' del thema decidendum, per errata applicazione dei principi di diritto (richiamando i criteri della Corte di giustizia secondo cui una remunerazione adeguata e titoli legalmente ottenuti sarebbero in generale esimenti) e per omesso esame di fatti decisivi relativi alla adeguatezza della remunerazione e ai prezzi praticati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo relativo al giudicato esterno e corretto il perimetro del thema decidendum individuato dagli avvisi di rettifica. Ha confermato che il giudice del rinvio ha applicato correttamente i principi indicati dalla Corte di giustizia (in particolare le pronunce C-55/13 e C-131/14) e dalla precedente sentenza della stessa Corte di Cassazione n. 2069/2017, accertando elementi concreti dell'artificiosita' delle operazioni: assenza di rischio commerciale per l'importatore titolare dei titoli, remunerazione qualificata come compenso per interposizione senza rapporto con costi o rischio di mercato, ruolo organizzatore della societa Cervati e carattere meramente apparente delle vendite. I motivi sulla falsa applicazione dei principi di diritto e sull'omesso esame di fatti decisivi sono stati ritenuti inammissibili o infondati. Non e' stata pronunciata una condanna sulle spese processuali per la mancata costituzione effettiva della resistente.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale)

    Cornice normativa generale sul regime doganale richiamata come riferimento per l'imposizione e la gestione delle operazioni di importazione

  • Regolamento n. 1047/2001

    Richiamato come parte della normativa comunitaria di settore relativa all'apertura e gestione dei contingenti/titoli di importazione (contesto regolamentare del regime agevolato)

  • Regolamento n. 565/2002

    Richiama gli obiettivi del regime di titoli di importazione, fra cui evitare un'influenza indebita sul mercato e richiedere una domanda connessa ad un'attivita' commerciale effettiva

  • Regolamento n. 2988/95, art. 4

    Prevede che le irregolarita' e gli atti volti a conseguire vantaggi contrari agli obiettivi del diritto UE possono comportare la revoca del vantaggio indebito; usato per giustificare la revoca del beneficio tariffario in caso di artificiosita'

  • Art. 112 cod. proc. civ.

    Richiesto in tema di delimitazione del thema decidendum e della motivazione dell'atto impositivo: la motivazione dell'atto deve indicare i fatti posti a fondamento della pretesa e delimitarne l'ambito

  • Art. 384 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione al giudizio di merito del giudice del rinvio e alla corretta applicazione dei principi di diritto indicati dalla Corte di Cassazione

  • Art. 360 cod. proc. civ. (nn. 3,4,5) e altri rimandi procedurali

    Norme invocate come basi formali per i motivi di cassazione (violazione di legge, vizi di motivazione, omesso esame di fatti decisivi); la Corte ne dichiara l'inammissibilita' o l'infondatezza nei diversi motivi

  • Art. 1344 cod. civ.

    Richiamato fra le norme indicate dai ricorrenti in ordine alla rilevanza della simulazione, ma non determinante nella decisione che ha posto l'accento sull'artificiosita' e sull'abuso

  • Articoli del Trattato (TCE) invocati (es. art. 23, 25, 133, 28, 29)

    Richiami ai principi generali del diritto UE e alle liberta' economiche/limitazioni invocate dalle parti; la Corte ha comunque basato il proprio giudizio sui principi giurisprudenziali della Corte di giustizia

  • Corte di giustizia UE, causa C-131/14 (Malvino Cervati) e C-55/13 (SICES) e successive pronunce rilevanti

    Principi chiave per individuare l'abuso: operazioni analoghe non sono vietate in linea di principio ma costituiscono abuso se concepite artificialmente per ottenere il dazio agevolato; elementi indiziari includono l'assenza di rischio commerciale per l'importatore, margini insignificanti o prezzi inferiori al mercato, e l'analisi complessiva delle circostanze del caso

  • Cass. civ. sentenza n. 2069/2017

    Pronuncia della Corte di Cassazione che ha fissato principi di diritto e rimandato al giudice del rinvio l'accertamento fattuale sulla possibile esistenza di abuso secondo i parametri della Corte di giustizia; la decisione impugnata ha seguito tali indicazioni

Massime di principio

  • La verifica di abuso in materia di titoli di importazione e dazi agevolati deve essere fatta caso per caso considerando tutte le circostanze: un'operazione puo' essere legittima in astratto ma abusiva se ideata artificialmente per ottenere un vantaggio tariffario
  • Fattori indiziari rilevanti di artificiosita' e abuso: assenza di rischio commerciale per l'importatore titolare dei titoli, remunerazioni che appaiono come compensi per interposizione e non come margine di mercato, margini insignificanti, prezzi inferiori al mercato e ruolo organizzatore/dominante di una parte nell'intera concatenazione
  • La motivazione dell'atto impositivo deve indicare i fatti su cui si fonda la pretesa; tuttavia in giudizio l'Amministrazione deve provare gli elementi fattuali che dimostrano l'artificiosita' del meccanismo
  • Il giudicato esterno (res iudicata) richiede identita' oggettiva del rapporto giuridico e del fatto generatore; decisioni su distinti atti impositivi non producono automaticamente effetto di preclusione su altri procedimenti basati su fatti diversi
  • Anche se operatori coinvolti hanno titoli regolarmente ottenuti e percepiscono una remunerazione, cio' non esclude automaticamente l'accertamento di abuso se emerge che le operazioni sono meramente apparenti e strutturate per eludere limiti quantitativi
  • In casi simili e' fondamentale documentare rischi commerciali effettivamente assunti, profili di concorrenza reale sul mercato e la natura commerciale effettiva delle transazioni per contrastare le contestazioni di artificiosita' e abuso

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