Cassazione Civile, Sentenza n. 26961/2023 del 20/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Contestazione di tre avvisi di rettifica per diritti doganali sull'importazione di aglio: l'Agenzia sosteneva che Malvi s.a.s., avendo esaurito i propri titoli di importazione agevolati, si fosse avvalsa di operatori interni (presunte societa di comodo) che avevano titoli validi per importare la merce a dazio ridotto e rivenderla in Unione Europea, con contratti ritenuti simulati o in frode alla legge per aggirare il contingentamento previsto dal regolamento comunitario; questioni processuali sollevate in sede di cassazione riguardavano la tempestivita della notifica della sentenza impugnata, la validita della notifica all'Avvocatura dello Stato e la pretesa esistenza di giudicato esterno basato su precedenti sentenze.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato le eccezioni preliminari dei resistenti sulla tardivita del ricorso e sulla nullita della notifica (ha rilevato che il termine breve non decorreva perche, nel giudizio di rinvio, l'Agenzia era assistita dall'Avvocatura dello Stato e la sentenza non era stata notificata a quest'ultima; inoltre ha escluso il giudicato esterno per mancanza di identita oggettiva dei rapporti). Sul merito, la Corte ha accolto il primo motivo di ricorso: ha ritenuto che il giudice del rinvio non si fosse attenuto al principio di diritto indicato dalla Cassazione nella sentenza n. 2068/2017 e alle linee guida della Corte di giustizia UE (che richiedono una valutazione globale e fattuale dell'eventuale abuso/artificiosita' delle operazioni, tenendo conto di elementi oggettivi e soggettivi come assenza di rischio commerciale, margini insignificanti, prezzi anomali, operazioni anteriori e successive). Il giudice del rinvio aveva dato rilievo a elementi formali e non aveva compiuto la valutazione richiesta. Per questo la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo esame conforme ai principi indicati; il secondo motivo e' stato assorbito.
Norme richiamate
art. 327 cod. proc. civ.
menzionato in relazione al termine di impugnazione (modificato dall'art. 46, comma 17, l.n.69/2009)
La Corte ha ritenuto applicabile il termine annuale perché il giudizio di primo grado era stato introdotto anteriormente al 4 luglio 2009; il termine semestrale non si applica per quei procedimenti
art. 325, comma 2 cod. proc. civ.
richiamato in relazione al termine breve per proporre ricorso per cassazione
La decorrenza del termine breve non e' iniziata dalla notifica alla sede centrale dell'Agenzia se, nel giudizio di rinvio, l'Agenzia era assistita dall'Avvocatura dello Stato; la notifica deve essere eseguita all'Avvocatura per far decorrere il termine breve
art. 383 cod. proc. civ.
citato nel quadro del rinvio 'prosecutorio' (rinvio proprio)
Nel rinvio prosecutorio il giudice del rinvio continua il procedimento originario e non si applicano le modifiche processuali sopravvenute (ius superveniens)
art. 384 cod. proc. civ.
richiamato come parametro di vizio per mancata osservanza del principio di diritto
La Corte ha ritenuto che il giudice del rinvio abbia violato l'art. 384 perché non ha applicato i principi indicati dalla Corte di cassazione nella pronuncia di annullamento con rinvio
art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 cod. proc. civ.
motivi di cassazione invocati
Il ricorso e' stato accolto in base al n.3 (violazione di legge/omessa applicazione del principio di diritto) e il n.5 (omesso esame di fatto decisivo) e quest'ultimo e' stato assorbito
Regolamento (CE) n. 341/2007
apertura e modalita' di gestione dei contingenti tariffari e regime di titoli di importazione per l'aglio
Interpretato, secondo la giurisprudenza CJEU, nel senso che operazioni di rivendita dopo importazione non sono vietate di per se', ma possono costituire abuso se ideate artificiosamente per ottenere il dazio agevolato
Regolamento (CE) n. 2988/95, art. 4
citato nei principi sull'irregolarita' e la revoca del vantaggio indebitamente ottenuto
Stabilisce che gli atti che creano artificialmente le condizioni per ottenere un vantaggio contrario agli obiettivi del diritto UE comportano revoca o mancato conseguimento del vantaggio
Regolamento n. 565/2002
richiamato per gli obiettivi del regime di titoli
Il regime mira a evitare influenza indebita sul mercato e richiede che la domanda di titoli sia connessa ad un'attivita' commerciale effettiva; la creazione artificiosa contrasta con tali obiettivi
Sentenza Corte di giustizia C-155/13 (SICES)
citata come riferimento giurisprudenziale
Indica criteri per accertare l'abuso: il giudice deve valutare tutti i fatti e le circostanze comprese operazioni anteriori e successive; individua elementi indiziari come assenza di rischio commerciale, margini insignificanti, prezzi anomali
Sentenza Corte di giustizia C-131/14 (Malvino Cervati)
citata come riferimento chiave
Conferma che operazioni formalmente conformi possono costituire abuso se ideate artificialmente per beneficiare del dazio agevolato e indica gli elementi da considerare per tale accertamento
C-607/13 (Cimmino) e precedenti (Kefalas C-367/96, Diamantis C-373/97, Halifax C-255/02)
giurisprudenza UE richiamata
Principi generali contro l'abuso/uso fraudolento delle norme UE e sui criteri per valutare l'abusivita' delle operazioni
d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300
menzionato relativamente all'assetto delle agenzie e alla notificazione
Ha inciso sulla regola di notifica per le agenzie, influenzando l'individuazione della sede di notifica utile per la decorrenza dei termini
legge n. 69/2009, art. 46 comma 17 e art. 58 (disciplina transitoria)
modifica del termine da un anno a sei mesi per l'impugnazione
La disciplina transitoria stabilisce che il termine semestrale si applica solo ai giudizi introdotti dopo il 4 luglio 2009; per giudizi iniziati prima permane il termine annuale
Massime di principio
- Quando si contestano importazioni tramite intermediari per usufruire di dazio agevolato, non basta verificare la formalita' dei titoli o la regolarita formale dei contratti: il giudice deve valutare concretamente l'effettivita' delle operazioni e la possibile artificiosita' del meccanismo.
- Elementi indiziari di abuso: assenza di rischio commerciale per l'importatore titolare dei titoli, margini di profitto insignificanti, prezzi di rivendita inferiori al mercato, ripetitivita' o concatenazione di operazioni anteriori e successive che suggeriscono creazione artificiosa delle condizioni per il vantaggio.
- Se l'Amministrazione e' difesa dall'Avvocatura dello Stato nel giudizio, le notifiche delle sentenze devono essere eseguite all'Avvocatura affinche' decorra il termine breve per la cassazione; notifiche solo alla sede centrale dell'Agenzia non sono sempre sufficienti.
- Nel rinvio 'prosecutorio' (rinvio proprio) il giudice del rinvio opera nella prosecuzione del procedimento originario e deve applicare i principi di diritto indicati dalla Corte di cassazione; non puo' ignorare o reinterpretare quel principio sostanziale.
- Per invocare il 'giudicato esterno' occorre identita' oggettiva del titolo o del rapporto giuridico tra le cause (stessi soggetti, stesso fatto generatore e stessa questione decisiva); sentenze favorevoli su questioni apparentemente simili non determinano automaticamente preclusione.
- In giudizi doganali/tributari che vertono su presunte frodi o simulazioni, e' necessaria una istruttoria che consideri prove documentali e indici concreti dell'operativita' reale (flussi commerciali, rapporti contrattuali sostanziali, rischi assunti, movimenti finanziari) e non soltanto elementi formali.
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