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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 26962/2023 del 20/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione della sentenza di merito che aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate contro una pronuncia favorevole al ricorrente. L'accertamento tributario contestava operazioni fittizie e un sistema finalizzato all'evasione di dazi doganali e IVA attraverso importazioni di aglio tramite società interposte per eludere il contingentamento e beneficiare del dazio agevolato. Il ricorrente censurava la decisione del giudice del rinvio per presunta errata applicazione dei principi della Corte di giustizia (in particolare l'interpretazione secondo cui bastano il titolo di importazione ottenuto legittimamente e un'adeguata remunerazione per escludere l'abuso) e prospettava inoltre questioni sul giudicato esterno sollevate in fase di riassunzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la pretesa del ricorrente sul giudicato esterno per mancanza di identità oggettiva dei rapporti tributari e ha dichiarato inammissibile la censura circa la violazione dei principi enunciati dalla Corte di giustizia, confermando che il giudice del rinvio ha correttamente valutato la non effettività delle operazioni (società di comodo, assenza di rischio commerciale per gli importatori, remunerazione qualificata come 'premio') e ha applicato i criteri di valutazione degli abusi indicati dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese di lite quantificate in complessivi euro 7.600,00 oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, cod. proc. civ.

    Fondamento formale del motivo di cassazione invocato (violazione di norme di diritto nella decisione impugnata).

  • art. 384, comma secondo, cod. proc. civ.

    Vincolo per il giudice del rinvio ad attenersi al principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione nella precedente pronuncia.

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992 (Codice doganale)

    Quadro normativo comunitario generale in materia doganale richiamato a supporto della valutazione delle operazioni di importazione e delle relative nullità/irregolarità.

  • Regolamento n. 1047/2001

    Regolamento comunitario richiamato in relazione alla disciplina dei titoli di importazione e dei contingenti; utilizzato quale riferimento normativo per gli obiettivi di politica commerciale che l'abuso potrebbe ledere.

  • Regolamento n. 565/2002

    Regolamento comunitario che fissa criteri e obiettivi (fra cui evitare influenza indebita sul mercato e richiedere attività commerciale effettiva) rilevanti per giudicare l'abuso nel meccanismo dei titoli di importazione.

  • Regolamento n. 2988/95, art. 4

    1.Ogni irregolarità comporta, in linea generale, la revoca del vantaggio indebitamente ottenuto: - mediante l'obbligo di versare o rimborsare gli importi dovuti o indebitamente percetti, (...). 3. Gli atti per i quali si stabilisce che hanno per scopo il conseguimento di un vantaggio contrario agli obiettivi del diritto [dell'Unione] applicabile nella fatti-specie, creando artificialmente le condizioni necessarie per ottenere detto vantaggio, comportano, a seconda dei casi, il mancato conseguimento oppure la revoca del vantaggio stesso

    Norma che prevede la revoca del vantaggio originato da irregolarità e riconosce l'efficacia sanzionatoria contro atti creati artificialmente per ottenere vantaggi contrari agli obiettivi dell'Unione; utilizzata per giustificare la revoca dei benefici doganali in caso di comportamenti elusivi.

  • art. 1344 cod. civ.

    Richiamato nel quadro dei principi generali civili sulla simulazione e abuso; utilizzato come riferimento per la qualificazione delle operazioni come artificiose o fittizie.

  • Principio generale del divieto di pratiche abusive

    Principio comunitario e nazionale secondo cui non è consentito avvalersi in modo artificioso delle norme dell'Unione per ottenere vantaggi indebiti; applicato per valutare la realtà economica delle operazioni di importazione.

  • Artt. 23, 25, 28, 29 e 133 TCE

    Richiami al Trattato (TCE) relativi ai principi del diritto dell'Unione invocati per sostenere i limiti e gli obiettivi della disciplina comunitaria in materia commerciale e doganale; utilizzati come supporto ai principi di diritto comunitari citati.

  • Regolamento (CE) n. 341/2007, art. 6, par. 4

    Disciplinava apertura e gestione dei contingenti tariffari e i titoli di importazione per l'aglio; la Corte di giustizia ha stato interpretato tale norma nel senso che operazioni apparentemente lecite possono costituire abuso se create artificialmente per beneficiare del dazio agevolato.

Massime di principio

  • L'ottenimento legittimo dei titoli di importazione e la percezione di una remunerazione non sono di per sé sufficiente a escludere l'abuso: occorre verificare la concretezza e l'effettività delle operazioni (esistenza di rischio commerciale, autonomia dell'importatore, margini di profitto non insignificanti).
  • Le operazioni create 'artificialmente' o tramite società interposte che non assumono rischio commerciale possono essere qualificate come abuso del diritto e comportare la revoca dei vantaggi doganali e l'accertamento di maggiori imponibili.
  • Il giudice deve valutare l'intero contesto fattuale, comprese le operazioni precedenti e successive all'importazione, gli accordi preventivi tra le parti, la natura della remunerazione e la reale disponibilità delle merci.
  • La prova della fittizietà o della mera apparenza delle attività commerciali (società di comodo, qualificazione del compenso come 'premio', mancanza di presa di rischio) consente di ricondurre le operazioni all'elusione/doccumento di abuso e legittima l'azione dell'Amministrazione finanziaria.
  • Il criterio del 'giudicato esterno' richiede identità oggettiva del rapporto giuridico: sentenze favorevoli passate in giudicato non prevalgono se i provvedimenti impositivi sono distinti e fondati su fatti generatori diversi.
  • In situazioni analoghe è necessario raccogliere e valutare elementi indiziari multipli (accordi di prezzo, marginalità, ruoli operativi nelle fasi di acquisto/importazione/revenda) prima di escludere l'abuso del diritto.

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