Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34490/2025 del 22/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Livorno che ha rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo dell'autospurgo targato BB040RZ disposto dal G.I.P. per il reato di immissione di rifiuti in acque (artt. 192 e 255 d.lgs. n. 152/2006). Il ricorrente ha dedotto: (i) carenza o apparente motivazione sul fumus boni iuris, sostenendo che il Tribunale si è limitato a un'astratta configurabilità del reato senza valutare tutte le risultanze e senza accertare con certezza la natura del rifiuto e il codice CER; (ii) carenza o apparente motivazione sul periculum in mora, contestando che non sarebbe stato dimostrato il collegamento della cosa al rischio di reiterazione o aggravamento delle conseguenze del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato, richiamando l'informativa della polizia giudiziaria e le fotografie che documentavano l'indagato mentre sversava il contenuto della cisterna nella pubblica fognatura; non era necessario identificare il codice CER per l'integrazione del reato contestato, dato che la norma punisce l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere in acque. Quanto al periculum, la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale circa il rapporto di strumentalità immediato tra l'automezzo e la commissione del reato, ritenendo sufficiente il rischio di reiterazione derivante dalla libera disponibilità del mezzo. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p. con riferimento alla l. n. 103/2017, comma 64.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    La norma è stata interpretata nel senso che per il sequestro preventivo è sufficiente il fumus commissi delicti inteso come astratta sussumibilità del fatto nella fattispecie, sorretta da concreti ed indiziari elementi di fatto; inoltre il collegamento tra cosa e reato può giustificare il sequestro per il rischio di agevolazione o reiterazione

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo di motivazione; la Corte ha ritenuto che il richiamo ad atti del procedimento (informativa, fotografie) sia legittimo quando tali atti siano identificabili e conoscibili dall'interessato, e che la motivazione del Tribunale non fosse apparente

  • art. 325 cod. proc. pen.

    ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di misure reali

    La Corte conferma che il ricorso è ammesso soltanto per violazione di legge e per vizi della motivazione così gravi da rendere incomprensibile l'iter logico; non è consentita una nuova valutazione del merito delle risultanze

  • art. 616 cod. proc. pen.

    sanzioni per ricorso inammissibile

    Applicata la condanna alle spese e la sanzione a favore della Cassa delle ammende, incrementata ai sensi dell'art. 1, comma 64, l. n. 103/2017

  • artt. 192 e 255 d.lgs. n. 152/2006

    norme in materia di tutela delle acque e sanzioni per scarichi illeciti

    La disposizione sanziona l'immissione di rifiuti in acque superficiali o sotterranee indipendentemente dalla classificazione CER del rifiuto, per cui l'assenza di identificazione del codice non esclude la configurabilità del reato

  • art. 1, comma 64, l. n. 103/2017

    aumento della sanzione per ricorsi inammissibili

    Usata dalla Corte per giustificare l'aumento della somma da versare alla Cassa delle ammende fino a euro 3.000, considerata equa nelle circostanze

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo non è richiesto il pieno accertamento della responsabilità penale: è sufficiente il fumus commissi delicti inteso come astratta (ma sorretta da indizi concreti) configurabilità del reato.
  • Il giudice del riesame può richiamare altri atti processuali (es. informativa, fotografie) nella propria motivazione quando tali atti siano identificabili e conoscibili dall'interessato; non è necessario che ogni documento sia integralmente riportato nell'ordinanza.
  • Per i reati di scarico o immissione di rifiuti in acque non è indispensabile l'identificazione del codice CER del rifiuto per configurare il fatto penalmente rilevante, poiché la norma sanziona l'immissione di rifiuti di qualsiasi genere.
  • Quanto al periculum, il collegamento strumentale immediato tra uno strumento/mezzo e la commissione del reato può giustificare il sequestro quando la libera disponibilità del bene renda probabile la reiterazione o l'aggravamento del reato.
  • La Corte di cassazione è limitata al sindacato di legittimità: non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione delle prove se non in presenza di vizi di legge o di motivazione radicale e incomprensibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.