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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1807/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Le ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Genova (che aveva confermato la condanna per tentato furto e furto in abitazione) con tre motivi: 1) mancato differimento dell'udienza di appello per impossibilità del difensore (quarantena fiduciaria) e quindi mancata trattazione orale; 2) erronea applicazione dell'art. 49 c.p. (si deduceva che si trattava di reato impossibile perché nulla era stato sottratto); 3) motivazione insufficiente sul trattamento sanzionatorio (contestazione della recidiva e della cornice edittale applicata).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Elisa Bianchi ha rinunziato al ricorso ed è stata dichiarata inammissibile con condanna alle spese e al versamento di Euro 500 alla Cassa delle ammende. Anche il ricorso di Vinotti è stato ritenuto inammissibile: il primo motivo è manifestamente infondato perché la quarantena del difensore è intervenuta dopo il termine per chiedere la trattazione orale; il secondo è infondato perche' il principio giurisprudenziale esclude il reato impossibile quando l'oggetto è temporaneamente o accidentemente assente; il terzo è inammissibile perché la Corte distrettuale ha adeguatamente motivato la recidiva e la diversa cornice edittale. Vinotti è stata condannata al pagamento delle spese e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito nella legge 18 dicembre 2020, n. 176, art. 23, comma 8

    Regola i termini e la possibilita' di discussione orale e la requisitoria scritta; la Corte ha rilevato irregolarità nella notifica della requisitoria ma la difesa non ha dedotto nulla; il mancato rispetto del termine può incidere sulla procedura se dedotto.

  • art. 49 cod. pen. (tentativo)

    Applicato per valutare la responsabilita' per tentato furto: la Corte conferma che il reato impossibile opera solo se l'oggetto è inesistente in rerum natura o originariamente inesistente, non quando l'oggetto manca temporaneamente o per cause accidentali.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di impugnazione: i motivi devono essere formulati nei limiti previsti; richiamato per precisare i confini dell'impugnazione.

  • art. 624-bis cod. pen. (furto in abitazione) - modifica

    La Corte distrettuale ha richiamato che per un errore del giudice di primo grado era stata applicata una cornice edittale inferiore e ha tenuto conto della modifica normativa nella determinazione del trattamento sanzionatorio e nella qualificazione della recidiva.

Massime di principio

  • La mancata concessione del differimento o della trattazione orale per assenza del difensore non è automaticamente fondata: la richiesta deve essere tempestiva e il sopraggiungere della quarantena dopo il termine non giustifica la nullita' della decisione.
  • Il consenso o la rinuncia del ricorrente (rinuncia al ricorso) determina l'inammissibilita' con conseguente condanna alle spese e possibilita' di sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
  • Il principio del cosiddetto 'reato impossibile' è applicabile solo quando l'oggetto materiale del reato è inesistente in senso assoluto o originario; l'assenza temporanea dell'oggetto o l'intervento delle forze dell'ordine non trasformano automaticamente il fatto in reato impossibile.
  • Le doglianze sul trattamento sanzionatorio devono essere specifiche e ben correlate alle motivazioni della decisione impugnata; la Corte può confermare l'applicazione della recidiva e rettificare la cornice edittale se il giudice di primo grado ha commesso errore.
  • In cassazione, la mancata deduzione di vizi procedurali o di notifica da parte della difesa può comportare la perdita di rilievo di tali vizi; è importante eccepire tempestivamente le irregolarità processuali.

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