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Cassazione Penale, Ordinanza n. 26158/2026 del 13/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata riguarda un imputato già condannato in rito abbreviato dal Tribunale e poi in appello in sede di rinvio, per detenzione di stupefacente ritenuta non compatibile con l'uso personale. In concreto, la Corte territoriale ha confermato la condanna a 8 mesi di reclusione ed euro 2.000 di multa, con sospensione condizionale, per il rinvenimento di 11,8 grammi di cocaina, suddivisa in 10 involucri, 9 dei quali occultati nella biancheria intima dell'imputato, fermato in un locale notturno. Con il ricorso si deduceva, primo, violazione di legge e vizio di motivazione sulla conferma della colpevolezza, sostenendo che la valutazione dei fatti sarebbe stata erronea e che la sostanza sarebbe stata destinata a uso esclusivamente personale; secondo, si contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La difesa chiedeva anche l'assegnazione del ricorso ad altra Sezione della Corte.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Ha osservato che le censure miravano in realtà a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, attività preclusa in sede di legittimità, mentre la Corte di appello aveva motivato in modo congruo valorizzando il dato quantitativo della cocaina, il numero delle dosi ricavabili e le modalità di confezionamento e occultamento, incompatibili con l'uso personale. Quanto alle attenuanti generiche, ha rilevato che la Corte di merito aveva evidenziato l'assenza di elementi positivi specificamente indicati dalla difesa. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La condotta è stata ritenuta penalmente rilevante in relazione alla detenzione di cocaina in quantità e con modalità incompatibili con l'uso esclusivamente personale, così da integrare la fattispecie di lieve entità in materia di stupefacenti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue il pagamento delle spese del procedimento e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentita una rivalutazione alternativa delle fonti di prova, quando la sentenza impugnata presenti una motivazione logica e coerente sulla ricostruzione del fatto.
  • In materia di stupefacenti, il giudizio sulla destinazione della sostanza all'uso personale può fondarsi sul dato quantitativo, sul numero delle dosi ricavabili e sulle modalità di confezionamento e occultamento, se tali elementi risultano incompatibili con l'uso esclusivo del consumatore.
  • La censura sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è inammissibile quando si limita a contrapporre valutazioni difensive di merito senza indicare specifici elementi positivi trascurati dal giudice di appello.
  • Quando il ricorso per cassazione è dichiarato inammissibile, seguono ex lege le conseguenze economiche previste dall'art. 616 c.p.p., comprese spese processuali e versamento alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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