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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12347/2025 del 28/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità delle doglianze e la mancanza di specifiche censure alla motivazione della sentenza di merito, che era invece ritenuta congrua e fondata su argomenti validi, già posti a base della decisione di primo grado. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per detenzione di sostanza stupefacente in un luogo abitualmente adibito allo spaccio, con suddivisione in dosi e possesso di banconote di piccolo taglio. In Cassazione deduceva, in modo ritenuto dalla Corte del tutto generico, che la motivazione fosse solo apparente e contestava anche il trattamento sanzionatorio, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex artt. 62-bis e 62 n. 4 c.p. e l'applicabilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte ha rilevato che tali censure erano formulate in termini indeterminati, prive di specifica confutazione delle argomentazioni della sentenza impugnata e, quanto alle attenuanti generiche, anche nuove rispetto al riepilogo dei motivi di appello riportato nella decisione impugnata, senza specifica contestazione di tale omissione.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamato ai fini della richiesta di attenuanti generiche, ma la censura è stata ritenuta generica e non specificamente argomentata.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    Richiamato ai fini della richiesta di attenuante comune, ma la doglianza è stata dichiarata indeterminata e non sviluppata in modo puntuale.

  • art. 131-bis c.p.

    Invocato per ottenere la particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto la censura generica e non adeguatamente argomentata.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è sufficiente prospettare l'esistenza di una motivazione apparente: occorre confrontarsi specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata e indicarne in modo puntuale le ragioni di erroneità.
  • I motivi di ricorso devono essere specifici e autosufficienti; doglianze formulate in modo indeterminato, senza concreta critica della motivazione di merito, sono inammissibili per genericità.
  • La richiesta di attenuanti generiche, di ulteriori attenuanti o della particolare tenuità del fatto deve essere sorretta da una deduzione concreta e argomentata; il mero richiamo di tali istituti non è sufficiente.
  • Quando la sentenza impugnata rileva che una questione non era stata dedotta in appello, il ricorrente deve specificamente contestare tale rilievo; in difetto, la doglianza è trattata come nuova in Cassazione e quindi tardiva e inammissibile.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, ove ricorrano i presupposti di legge.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

Testo integrale

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