Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15935/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva confermato gli arresti domiciliari per il reato di intestazione fittizia (art. 512‑bis c.p.), sostenendo che la società "Centro servizio funerario Pacilio s.r.l." non fosse mai stata operativa e che la cessione delle quote fosse avvenuta per ragioni estranee al dolo di eludere misure di prevenzione (fallimento, condanna per bancarotta), contestando altresì la carenza di motivazione sui gravi indizi e sulle esigenze cautelari e l'assenza di attualità della pericolosità sociale

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi come generici perché reiteravano censure già esaminate e ritenute infondate dal Tribunale. Ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza sulla base di dichiarazioni di coindagati e collaboratori di giustizia, nonché della circostanza che altra società riconducibile agli indagati aveva subito interdittiva antimafia. Ha inoltre giudicato adeguata la motivazione circa le esigenze cautelari (recente attività, contiguità con la criminalità organizzata, rischio di reiterazione). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 512‑bis cod.pen.

    La norma sull'intestazione fittizia richiede il dolo specifico di eludere misure di prevenzione; la Corte ha ritenuto che tale dolo possa coesistere con altre finalità e risulti integrato dalle dichiarazioni dei collaboratori e dal contesto fattuale (uso fittizio delle quote per evitare limiti derivanti dall'interdittiva antimafia)

  • art. 110 cod.pen.

    Richiamato in relazione al concorso di persone nel reato: la Corte ha ritenuto che i fratelli abbiano agito in concorso, con almeno uno di essi intenzionato a eludere le misure di prevenzione

  • art. 273 cod.proc.pen.

    Richiamato dai ricorrenti per presunte violazioni procedurali; la Corte lo ha ritenuto inapplicabile alle censure generiche, confermando che le argomentazioni difensive non hanno specificamente confutato le risultanze probatorie

  • art. 192 cod.proc.pen.

    Invocato per vizi di motivazione: la Corte ha valutato la motivazione del Tribunale come non manifestamente illogica e sufficiente a sostenere l'ordinanza cautelare

  • art. 274 cod.proc.pen.

    Norma sulle esigenze cautelari: la Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le esigenze cautelari (attualità del pericolo di reiterazione, contiguità a organizzazioni criminali), giustificando la misura degli arresti domiciliari

Massime di principio

  • Per contestare efficacemente una misura cautelare per intestazione fittizia occorre confutare in modo specifico e documentato le fonti indiziarie (dichiarazioni di coindagati/collaboratori, intercettazioni, provvedimenti amministrativi come interdittive antimafia), non limitandosi ad affermazioni generiche
  • La presenza di un'intestazione formale a terzi può integrare il reato di intestazione fittizia anche se sussistono altre finalità economiche: è decisivo dimostrare l'assenza del dolo specifico di eludere misure di prevenzione con prove concrete
  • Per censurare la motivazione sulle esigenze cautelari è necessario provare l'assenza di attualità del pericolo di reiterazione o la mancanza di collegamenti con contesti criminali; argomentazioni generiche sulla buona condotta o sull'assenza di precedenti sono spesso insufficienti
  • Se si vuole dimostrare la non operatività di una società e l'inesistenza di effetti elusivi, conviene depositare atti concreti (bilanci, fatture, certificazioni amministrative, assenze di autorizzazioni) e provare la mancanza di disponibilità gestionale e dominicale da parte dei presunti intestatari fittizi
  • Quando la decisione si fonda su dichiarazioni di collaboratori o coindagati, è strategico contestarne la attendibilità con elementi specifici (contraddizioni, interessi a dichiarare, prove documentali in senso contrario) per incidere sulla valutazione degli indizi

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.